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3 Titoli TO DISPLAY - meglio di una mostra c’è solo la messa in mostra SOTTO SOTTO CONTROLLO - resistere, resistere, resistere, resistere, cedere RIESUMAZIONI

Ceal Floyer, Gino De Dominicis, Marie Lund & Nina Beier, François Morellet, General Idea (Felix Partz, Jorge Zontal, AA Bronson), Ignoto Frescante Meridionale (XVII sec.?)

Fondazione SoutHeritage quale istituzione animata dalla volontà di adattarsi a nuovi significati e metodi dell’arte contemporanea promuove, con il supporto di un curatorio composto da Vincenzo Santarcangelo, Fabio Vito Lacertosa e Alfonso Guida, il progetto espositivo: “3 Titoli: TO DISPLAY – meglio di una mostra c’è solo la messa in mostra | SOTTO SOTTO CONTROLLO – resistere, resistere, resistere, resistere, cedere | RIESUMAZIONI”.

Il progetto, pensato con opere atte a interagire tra loro e in dialogo con le peculiarità dell’attuale spazio espositivo della fondazione (una cappella gentilizia facente parte di un complesso edilizio del XVI-XVIII sec. – Palazzo Viceconte, ubicato nell’antico centro economico, sociale e religioso della città di Matera e riaperta come padiglione espositivo della fondazione dopo 60 anni di chiusura), è dedicato a questionare il ruolo del pubblico dell’arte contemporanea e il suo percorso di fruizione. L’obiettivo è quello di creare un momento di dialogo, confronto e ricerca, sull’accesso all’arte contemporanea e ai suoi valori, sullo spettatore dell’arte visiva dei nostri giorni e sul formato mostra come organizzazione di un contesto di esperienza per il pubblico.

A comporre il progetto espositivo e a svelare e offrire una rilettura degli ambienti e delle loro atmosfere, sono stati scelti i lavori degli artisti: Ceal Floyer, Ignoto Frescante Meridionale (XVII sec.?), Gino De Dominicis, Marie Lund & Nina Beier, François Morellet, General Idea (Felix Partz, Jorge Zontal, AA Bronson). Con questi elementi il progetto espositivo attraverso i suoi 3 titoli presenta potenzialmente tre diverse chiavi di lettura di una stessa mostra, tre ipotesi interpretative a firma di 3 autori diversi, grazie alle quali leggere, rileggere e raccontare una mostra, poiché ogni titolo contribuisce a introdurre una logica diversa nella lettura dell’esposizione e dello spazio espositivo. Gli spettatori, secondo il titolo scelto, sono invitati e accompagnati dai mediatori della fondazione sulle sue suggestioni a ri-scrivere la propria “visione” rimescolando concettualmente i materiali esposti per creare nuovi collegamenti semantici e nuove narrazioni.

In questo quadro, le opere in mostra sono dunque intese come appunti o suggerimenti che cercano di esplorare differenti aspetti, collegamenti, coincidenze e discrepanze, nonché la grammatica espositiva, attraverso una configurazione non gerarchica e a-cronologica che accompagna il pubblico in un percorso multidirezionale che trasforma la mostra in una sorta di “spazio critico”. Esse infatti, grazie anche ad un concetto di campionatura di alcune forme di visualizzazione alla base di numerose produzioni artistiche contemporanee (pittura, installazione, performance), mirano alla strutturazione di una mostra non solo intesa come ostensione di opere e riflessione su vari linguaggi, ma soprattutto come esperienza di autoformazione del pubblico che rimanda ad una visione più aperta e consapevole della proposta culturale.

Con la rinuncia curatoriale a stabilire un metodo di lettura univoco della mostra, il progetto si presenta come un formato espositivo che, partendo da alcune opere-testimonianza già rubricate e/o storicizzate, diventa il terreno per promuovere una maggiore comprensione dell’arte e un rapporto con una cittadinanza che necessita di essere documentata sui linguaggi del contemporaneo. In quest’ottica di riflessione sul “formato mostra” come organizzazione di un contesto di esperienza per il pubblico, il progetto espositivo, nell’ambito del programma di mediazione della fondazione denominato “Le (d)istanze del pubblico” prevede, in alternativa al flusso di informazioni verticale sulle opere in mostra, l’organizzazione di un programma di mediazione e di accompagnamento del pubblico (non guida) che in chiave performativa cerca di adattare modi e dialoghi sull’esposizione interpretando i diversi interessi e tensioni del pubblico; a completamento del percorso espositivo un apparato di didascalie ragionate (provviste di hashtag e mention) e fogli di sala, arricchiscono e accompagnano il visitatore nell’offerta informativa.

Con questo progetto espositivo, in cui la mostra cessa di essere solo vetrina per diventare soprattutto luogo di relazioni con le opere che tornano a essere segni comunicanti e non solo elementi paradigmatici da analizzare, la fondazione SoutHeritage persegue uno degli obiettivi alla base del suo mandato e cioè quello di mettere in primo piano l’accesso alla cultura grazie a nuovi modelli di diffusione pubblica considerando la mostra e la storia dell’arte come pretesto per aprire un dialogo sull’”osservazione partecipante”, per stimolare la crescita collettiva e discutere sulla cultura artistica contemporanea, poiché non c’è un pubblico specifico dell’arte contemporanea, siamo tutti pubblico in quanto contemporanei.

Fondazione SoutHeritage
Via S. Potito 8, Rioni Sassi, Matera
+ 39 0835 240348, info@southeritage.it, www.southeritage.it
Orari: martedì – sabato 17:00 – 20:00
Ingresso libero