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AES + F. Inverso Mundus

AES + F. Inverso Mundus

Recontemporary, Torino

Durante il periodo di Artissima, Recontemporary è felice di presentare la mostra Inverso Mundus realizzata in collaborazione con Galeria Senda di Barcellona e Mon Viewing Room di Michele Forneris, con il supporto tecnico di Vi.Ma.

Il lavoro è firmato dal collettivo AES + F, artisti che hanno rappresentato la Russia in diverse occasioni e manifestazioni come la Biennale di Venezia e di San Paolo, e che in questo momento hanno preso apertamente le distanze dalle politiche del loro paese. Una scelta volta a supportare la produzione artistica indipendentemente dal paese di origine.

Inverso Mundus è una critica alla distopica situazione che viviamo ai giorni nostri, tra crisi climatica, sociale ed economica, sfruttamento e disparità di genere. L’opera video, della durata di 40 minuti circa, viene presentata con un allestimento studiato ad hoc dal designer Andrea Isola con il contributo dei partecipanti al workshop di Exhibit Design organizzato da Recontemporary nei giorni subito precedenti l’inaugurazione.

Ad arricchire la mostra, il suggestivo Mon Viewing Room del collezionista Michele Forneris, ospita in collaborazione con Recontemporary un’ulteriore opera degli artisti, Psychosis, visitabile su appuntamento inviando una email all’indirizzo spaziomon@gmail.com: una piccola chicca nascosta nella città per i più curiosi.

L’opera Inverso Mundus ha come punto di riferimento iniziale le incisioni carnevalesche del XVI secolo nel genere del “mondo sottosopra“, una prima forma di critica sociale populista emersa con l’avvento della stampa di Gutenberg. Il titolo del progetto mescola l’italiano antico e il latino, basato su una stratificazione secolare di significati, combinando Inverso, l’italiano “rovescio” e l’antica “poesia” italiana, con il latino Mundus, che significa “mondo”.

Inverso Mundus reinterpreta la contemporaneità attraverso la tradizione delle incisioni, raffigurando un mondo contemporaneo consumato da un’apocalisse tragicomica dove le convenzioni sociali vengono capovolte per evidenziare le premesse di fondo che diamo per scontate. I netturbini metrosexual bagnano le strade di liquami e rifiuti. Un consiglio di amministrazione internazionale viene usurpato dai loro doppelganger impoveriti. I poveri danno l’elemosina ai ricchi. Le chimere scendono dal cielo per essere accarezzate come animali domestici. Un maiale sventra un macellaio. Donne vestite in abiti da cocktail torturano sensualmente gli uomini in gabbie e su dispositivi ispirati ai mobili IKEA in un ironico capovolgimento dell’Inquisizione. Preadolescenti e ottuagenari combattono un incontro di kickboxing. La polizia antisommossa abbraccia i manifestanti in un’orgia su un enorme letto di lusso. Uomini e donne portano asini sulla schiena e radiolari simili ai virus delle illustrazioni di Haeckel, incombono e si depositano su persone ignare e impegnate a farsi i selfie.

Il sottofondo musicale del video è un’amalgama di Gothique di Léon Boëllmann del 1895, un pezzo originale del compositore e artista contemporaneo dei media Dmitry Morozov (anche conosciuto come VTOL), insieme a estratti di Ravel, Liszt, Mozart e Tchaikovsky, con un’enfasi particolare in “Casta Diva” della Norma di Vincenzo Bellini.

Psychosis, invece, affronta temi degli anni ’90 come la corporeità, la psichedelica e la protesta sociale, attraverso il prisma delle tecnologie digitali e dell’estetica contemporanea. Il progetto prende ispirazione dal testo della commedia 4:48  Psychosis della drammaturga britannica di culto Sarah Kane, scritta da lei in una clinica psichiatrica all’inizio del 1999, poco prima del suo suicidio. Kane soffriva di depressione clinica e di un paralizzante disprezzo di sé, la sua ultima commedia viene spesso interpretata come una proiezione del suo stato mentale mentre combatteva con un desiderio insaziabile di amore e al tempo stesso contemplava la possibilità di togliersi la vita.

Insieme ad Alexander Zeldovich, AES+F ha reinventato per la prima volta lo spettacolo per l’Elettroteatro di Mosca Stanislavsky con un concept originale eseguito come una cacofonia di 19 voci e una scenografia video interamente CGI con un sistema modulare di schermi. Successivamente, il collettivo ha prodotto un’installazione di realtà mista con una componente performativa, nonché un’opera video autonoma derivata dalla loro scenografia. La musica e gli effetti sonori per entrambi, la performance teatrale e le successive installazioni, sono stati composti da Dmitry Kourliandski sulla base di micro frammenti del Requiem tedesco di Brahms. Nell’installazione di realtà mista, lo spettatore è accolto da un artista in camice medico in uno spazio che ricorda un corridoio di una struttura per la salute mentale, completo di vari accessori che si potrebbero trovare in un luogo del genere. L’esecutore lega cerimoniosamente lo spettatore a una sedia a rotelle che è fissata sul suo asse e lo aiuta a entrare nel visore della realtà virtuale. Lo spettatore viene quindi trasportato all’interno delle visioni surreali della protagonista di Sarah Kane, intraprendendo un viaggio psichedelico. Il lavoro video a canale singolo è più strettamente basato sulla scenografia, impiegando lo stesso materiale visivo, la sua struttura narrativa vagamente allineata a quella dello spettacolo teatrale. La poetica delle immagini sia nella realtà virtuale che nei lavori video oscilla tra il fiabesco e il terrificante, piena di immagini del corpo femminile, sangue, neve nera, funghi e scarafaggi.

L’installazione video single channel è stata presentata in anteprima all’Università Ca’Foscari di Venezia durante ArtNight nel 2017, mentre l’installazione in realtà mista è stata mostrata per la prima volta a Mosca al Center Mars e successivamente ha viaggiato al festival Rencontres d’Arles 2018 in Francia e all’Internazionale di Ginevra Festival del cinema nel 2019.

Le opere sono un riferimento all’attuale situazione di cambiamenti repentini e di estrema instabilità, momento in cui più che mai è necessario farsi trascinare dalla potenza comunicativa dell’arte e dal potere che ha di unire e far riflettere, sintetizzando messaggi universali.

Recontemporary
Via Gaudenzio Ferrari 12, Torinoù
recontemporary.com
Orari: mercoledì – sabato 15:30 — 19:30
La visita alle mostre e la partecipazione agli eventi è riservata ai soci di Recontemporary