Ph. © Georges Poncet

Anselm Kiefer. Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce (Andrea Emo)

Palazzo Ducale, Venezia

A cura di Gabriella Belli e Janne Sirén

A volte succede che ci sia una convergenza tra momenti passati e presenti, e quando questi si incontrano si sperimenta qualcosa di simile all’immobilità nell’incavo dell’onda che sta per infrangersi. Avendo origine nel passato ma appartenendo in fondo a qualcosa di più di esso, questi momenti fanno parte tanto del presente quanto del passato, e ciò che generano è importantissimo. Anselm Kiefer

Anselm Kiefer espone una serie di nuove opere in un’installazione di dipinti site-specific in dialogo con uno degli spazi più importanti di Palazzo Ducale, la Sala dello Scrutinio, e con la storia di Venezia. Palazzo Ducale ha accolto generazioni di artisti tra i quali Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Tiziano, Veronese, Tintoretto e molti altri. Lo spazio monumentale della Sala dello Scrutinio, la sede designata all’elezione del Doge, è riccamente decorato da dipinti che celebrano il potere della Serenissima Repubblica di Venezia.

I riferimenti filosofici e letterari sono sempre stati centrali per la comprensione del lavoro di Anselm Kiefer. La mostra prende il titolo Questi scritti, quando verranno bruciati, daranno finalmente un po’ di luce dalle parole del filosofo veneziano Andrea Emo (1901-1983), del quale Kiefer ha conosciuto gli scritti sei anni fa. Il metodo artistico di Kiefer ha profonde consonanze con il pensiero filosofico di Andrea Emo.

Nell’installazione a Palazzo Ducale Kiefer riflette inoltre sulla posizione unica di Venezia, posta tra il Nord e il Sud, e sulla sua interazione tra Oriente ed Occidente, trovando connessioni altrettanto significative tra le differenti culture, la storia della città e il testo dell’opera tragica di Goethe Faust: Seconda parte (1832).

La mostra sarà accompagnata da un catalogo riccamente illustrato, pubblicato da Marsilio, contenente testi dei curatori Gabriella Belli e Janne Sirén e altri illustri autori: Salvatore Settis, Massimo Donà, Jean de Loisy, Elisabetta Barisoni, e una conversazione tra Hans Ulrich Obrist e Anselm Kiefer.

Il monumentale corpus di lavoro di Anselm Kiefer rappresenta un microcosmo della memoria collettiva, incapsulando visivamente una vasta gamma di allusioni culturali, letterarie e filosofiche – dal Vecchio e Nuovo Testamento, al misticismo della Cabala, alla mitologia nordica e il ciclo dei Ring di Wagner, alla poesia di Ingeborg Bachmann e Paul Celan.
Nato durante gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, Kiefer riflette sull’identità e la storia della Germania del Dopoguerra, alle prese con la mitologia nazionale del Terzo Reich. Fondendo arte e letteratura, pittura e scultura, Kiefer coinvolge i complessi eventi della storia e le epopee ancestrali della vita, della morte e del cosmo. Il suo sconfinato repertorio di immagini è parallelo solo all’ampiezza delle tecniche presenti nel suo lavoro.
L’opera di Kiefer comprende dipinti, vetrine, installazioni, libri d’artista e una serie di lavori su carta come disegni, acquerelli, collage e fotografie alterate. Gli elementi fisici della sua pratica – dal piombo, al cemento, dal vetro ai tessuti, alle radici d’albero ai libri bruciati – sono tanto simbolicamente risonanti quanto vasti. Integrando, espandendo e rigenerando immagini e tecniche, Kiefer porta alla luce l’importanza del sacro e dello spirituale, del mito e della memoria.

Palazzo Ducale – Sala dello Scrutinio
Piazza San Marco 1, Venezia
+39 041 2715911, prenotazionivenezia@coopculture.it, palazzoducale.visitmuve.it
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00
Biglietti: intero 25,00 euro ridotto 13,00 euro

Copertina: Ph. © Georges Poncet