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Black Marble Under Yellow Light, 19811988

Bruce Nauman. Neons Corridors Rooms

Pirelli HangarBicocca, Milano

A cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolí con Andrea Lissoni, Nicholas Serota, Leontine Coelewij, Martijn van Nieuwenhuyzen e Katy Wan
Mostra organizzata da Pirelli HangarBicocca, Tate Modern, Londra e Stedelijk Museum Amsterdam

Pirelli HangarBicocca presenta, dal 15 settembre 2022 al 26 febbraio 2023, la mostra “Neons Corridors Rooms”, dedicata a Bruce Nauman, uno degli artisti viventi di maggior rilievo della storia dell’arte contemporanea. L’esposizione, organizzata da Pirelli HangarBicocca, Milano, in collaborazione con Tate Modern, Londra, e Stedelijk Museum Amsterdam, offre una panoramica approfondita sulla ricerca spaziale dell’artista e le sue sperimentazioni con l’architettura, l’uso della luce, del suono, del linguaggio e del video.

La mostra “Neons Corridors Rooms” raccoglie trenta opere realizzate dalla seconda metà degli anni sessanta che esplorano la dimensione più innovativa della pratica di Bruce Nauman (Fort Wayne, Indiana, 1941; vive e lavora in New Mexico) con un focus sulla sua ricerca spaziale e architettonica. Il progetto espositivo fa luce su questo ambito specifico, meno conosciuto e studiato, della ricerca espressiva dell’artista che in oltre cinquant’anni di carriera ha indagato la condizione umana e il significato più profondo del fare arte, abbracciando con attitudine radicale e pionieristica diversi media – installazione, video, scultura, performance, fotografia, disegno e suono.

In aggiunta a lavori presentati nelle retrospettive di Londra (ottobre 2020-febbraio 2021) e Amsterdam (giugno-ottobre 2021) l’esposizione di Milano, a cura di Roberta Tenconi e Vicente Todolí con Andrea Lissoni, Nicholas Serota, Leontine Coelewij, Martijn van Nieuwenhuyzen e Katy Wan, si arricchisce di una nuova selezione che include alcune delle installazioni più emblematiche di Nauman, provenienti da numerose collezioni pubbliche e private internazionali.

Estendendosi sulla superficie di oltre 5.000 metri quadrati delle Navate di Pirelli HangarBicocca e occupando anche altri spazi, come la Sala lettura e l’area esterna, la mostra riunisce per la prima volta le varie tipologie di corridoi e stanze, oltre a sei neon, cinque lavori video e sonori, e una selezione di Tunnels, ovvero modelli scultorei per architetture sotterranee. Il percorso espositivo che copre un arco di ricerca di quasi quarant’anni raggruppa le opere secondo nuclei tematici, mettendo così in luce da una parte le variazioni e i tratti comuni tra i diversi lavori, e dall’altra l’estensione e la continua sperimentazione dell’artista.

Realizzati a partire dalla fine degli anni sessanta, i corridoi sono strutture concepite da Bruce Nauman per manipolare, registrare e testare l’esperienza e i movimenti dello spettatore all’interno di uno spazio. La loro architettura obbliga il visitatore a un percorso fisico quanto emotivo, che invita a prendere coscienza dei propri limiti e della propria corporalità. La mostra racconta la genesi e lo sviluppo di questo corpus di lavori proprio a partire dal primo corridoio realizzato dall’artista, Performance Corridor (1969). L’idea per l’opera nasce da una performance registrata nel video Walk with Contrapposto (1968) – anch’esso presente nell’esposizione di Milano –, in cui Nauman cammina avanti e indietro in uno stretto passaggio con movimenti esagerati del bacino, imitando le pose delle sculture classiche. L’anno successivo, nel 1969, per una mostra al Whitney Museum di New York, l’artista espone come scultura praticabile la struttura da lui impiegata nel video, invitando i visitatori a utilizzarla a loro volta. Se fino a quel momento Nauman con i suoi video e performance si era concentrato sulla sua presenza e figura, con Performance Corridor l’artista sposta la sua attenzione e ricerca sullo spettatore e sul rapporto che instaura con lo spazio circostante.

“Neons Corridors Rooms” rivela come questa pratica diventi un mezzo per Nauman per sperimentare con lo spazio e con il corpo in maniera sempre più radicale. L’esposizione investiga infatti le diverse tipologie di corridoi che sono seguiti negli anni e concepiti con nuove forme, dimensioni e modalità di fruizione rispetto al primo, divenendo sempre più complessi fino a inglobare stanze e a inserire elementi e dispositivi sonori, luminosi, tattili, plastici o visivi, per alterare la percezione e creare un senso di spaesamento. In Green Light Corridor (1970), per esempio, una luce fluorescente di colore verde invade l’angusto spazio percorribile tra le due pareti; mentre nell’installazione Corridor Installation with Mirror – San Jose Installation (Double Wedge Corridor with Mirror) (1970) Nauman utilizza uno specchio per disorientare i visitatori che l’attraversano. Realizzato a Milano nel 1971 alla galleria Françoise Lambert, e qui ricostruito per la prima volta, Funnel Piece (Françoise Lambert Installation) (1971) impiega invece la luce naturale come fattore generativo dell’esperienza. In maniera simile strumenti elettronici e di sorveglianza, come videocamere a circuito chiuso, fungono da elementi per riflettere sulle reazioni nel comportamento e nel movimento delle persone quando scoprono di essere registrate e controllate, come avviene in Going Around the Corner Piece with Live and Taped Monitors (1970).

Con Dream Passage with Four Corridors (1984), opera che apre la mostra “Neons Corridors Rooms”, l’artista utilizza corridoi, luci colorate fluorescenti e oggetti comuni, come delle sedie e dei tavoli, per creare un ambiente domestico e onirico. Mentre in MAPPING THE STUDIO II with color shift, flip, flop, & flip/flop (Fat Chance John Cage) (2001), installata nello spazio del Cubo, l’artista si concentra sugli aspetti solitamente trascurati e apparentemente ininfluenti del mondo che ci circonda, documentando in sette proiezioni video le attività notturne del suo studio in New Mexico. Come suggerisce anche il titolo, le immagini sono alterate cromaticamente o ribaltate, si modificano in modo quasi impercettibile, provocando un senso di dislocazione spaziale e temporale in chi le osserva. Nell’installazione audio Raw Materials (2004) l’artista crea un vero e proprio paesaggio sonoro. L’opera, commissionata per la Turbine Hall della Tate Modern nel 2004, è installata per la prima volta all’aperto, nell’area esterna di Pirelli HangarBicocca, e riproduce in loop 21 registrazioni audio legate ad altrettanti precedenti lavori dell’artista, ripercorrendone la lunga carriera in un percorso di rimandi, flashback e alterazioni acustiche.

Le tracce audio di Raw Materials rivelano un altro aspetto fondamentale della pratica di Bruce Nauman: l’utilizzo del linguaggio e delle sue molteplici possibilità relazionali. Questo tema appare ancora più evidente nelle opere realizzate con il neon, tra le più note e celebrate dell’artista. In Pirelli HangarBicocca viene presentata una significativa selezione, che ne racconta l’evoluzione. Questi lavori indagano la natura formale e psicologica del linguaggio e le potenzialità trasformative del testo scritto. La riflessione sull’arte e sulla figura dell’artista sono centrali nei primissimi neon della fine degli anni sessanta come The True Artist Helps the World by Revealing Mystic Truths (Window or Wall Sign) (1967) e My Name As Though it Were Written on the Surface of the Moon (1968). Mentre giochi di parole e indagini sempre più complesse sull’esistenza umana e sugli aspetti disturbanti dell’infanzia compaiono in Run from Fear, Fun from Rear (1972), in One Hundred Live and Die (1984) o in Hanged Man (1985).

Bruce Nauman, Mapping the Studio II with color shift, flip, flop, & flip/flop (Fat Chance John Cage), 2001. Installation view at Pirelli HangarBicocca Milan, 2022. Purchased jointly by Tate, London with funds provided by the American Fund for the Tate Gallery; Centre Pompidou, Paris, Musée national d’art moderne/ Centre de creation industrielle, with the support of Mr. and Mrs. William S. Fisher Family Foundation and the Georges Pompidou Culture Foundation; and Kunstmuseum Basel, 2004 © 2022 Bruce Nauman / SIAE. Courtesy the artist; Sperone Westwater, New York, and Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo Agostino Osio

Pirelli HangarBicocca will present a major exhibition dedicated to Bruce Nauman, one of the world’s most prominent living artists (from September 15, 2022 to February 26, 2023). Organized by Pirelli HangarBicocca, Milan, in collaboration with Tate Modern, London, and Stedelijk Museum Amsterdam, the exhibition will provide an in-depth overview of Nauman’s spatial research and important experiments with architecture, light, sound, language and video over half a century.

The exhibition “Neons Corridors Rooms” gathers thirty works created since the second half of the 1960s that explore the most innovative dimension in the practice of Bruce Nauman (born Fort Wayne, Indiana, 1941; lives and works in New Mexico), with a focus on his spatial and architectural research. The exhibition draws attention to this specific aspect of the artist’s research that has been overlooked in the past years. In a career spanning over fifty years, Nauman has investigated the human condition and the deeper meaning of art-making, embracing a wide variety of different media—installation, video, sculpture, performance, photography, drawing, and sound—with a radical and pioneering attitude.

In addition to works presented in retrospectives in London (October 2020-February 2021) and Amsterdam (June-October 2021), the exhibition at Pirelli HangarBicocca, curated by Roberta Tenconi and Vicente Todolí with Andrea Lissoni, Nicholas Serota, Leontine Coelewij, Martijn van Nieuwenhuyzen and Katy Wan, also features a new selection of works that includes some of Nauman’s most representative installations, from many international public and private collections.

Covering over 5,000 square meters in the Navate gallery of Pirelli HangarBicocca, and also occupying other spaces, such as the Reading Room and the outdoor area, the exhibition brings together for the first time the various types of corridors and rooms, along with six neon pieces, five video and sound works, and a selection of Tunnels, Nauman’s sculptural models for underground architecture. Spanning nearly four decades of research, the exhibition groups works following recurrent themes, thus highlighting on the one hand the variations and affinities among the different works, and on the other hand the artist’s extensive and continuous experimentation.

Realized from the late 1960s, the corridors are structures designed by Bruce Nauman to manipulate, record, and test the viewer’s experience and movements within a space. Their architecture compels visitors to follow a path that is both physical and emotional, leading to a greater awareness of limitations and corporality. The exhibition outlines the early stages and development of this body of work, starting with the very first corridor created by the artist, Performance Corridor (1969). The idea for this work came from a performance recorded in the video Walk with Contrapposto (1968)—also featured in the Milan exhibition—in which Nauman walks back and forth through a narrow passageway with exaggerated hip movements, imitating the contrapposto pose of classical sculptures. The following year, in 1969, for an exhibition at the Whitney Museum in New York, the artist displayed the structure for this video as a walk-in sculpture, encouraging visitors to use it themselves. Until then, Nauman’s videos and performances had focused on his own presence and figure, with Performance Corridor the artist shifted his attention and research to the viewers, and the relationship they establish with the space around them.

“Neons Corridors Rooms” reveals how this practice has become a means for Nauman to experiment with space and the body in increasingly radical ways. The exhibition in fact investigates the different types of corridors that followed over the years, employing various shapes, sizes and modes of fruition. The complexity of these works have grown progressively, to the point of incorporating rooms and inserting sound, light, tactile, plastic or visual elements and devices, which alter the visitor’s perception and create a sense of disorientation. In Green Light Corridor (1970), for example, a green fluorescent light floods the narrow walkable space between the two walls, while in Corridor Installation with Mirror – San Jose Installation (Double Wedge Corridor with Mirror) (1970) Nauman uses a mirror to disorient visitors as they walk through it. Made in Milan in 1971 at the Françoise Lambert Gallery, and reconstructed here for the first time, Funnel Piece (Françoise Lambert Installation) (1971) harnesses natural light as a generative factor in experience. Similarly, electronic and surveillance tools, such as closed-circuit cameras, are repurposed to explore reactions in people’s behavior and movement when they find out that they are being recorded and monitored, as is the case in Going Around the Corner Piece with Live and Taped Monitors (1970).

In his Dream Passage with Four Corridors (1984), the work that opens the exhibition “Neons Corridors Rooms,” the artist uses corridors, fluorescent colored lights, and everyday objects such as chairs and tables, to create a dreamlike home environment. With MAPPING THE STUDIO II with color shift, flip, flop, & flip/flop (Fat Chance John Cage) (2001), installed in the Cubo space, the artist focuses on seemingly marginal aspects of the world around us that are usually overlooked. The work comprises seven video projections in which Nauman records the nighttime activity taking place in his studio in New Mexico. As the title itself suggests, the images are chromatically altered or flipped, changing almost imperceptibly, so as to cause a sense of spatial and temporal dislocation in the viewer. In the audio installation Raw Materials (2004), the artist creates what can be described as an actual soundscape. The work, commissioned for Tate Modern’s Turbine Hall in 2004, is installed outdoors for the first time, in the outside area of Pirelli HangarBicocca. Twenty-one audio recordings, relating to as many previous works of the artist, are played on a loop, tracing his long career through a succession of cross-references, flashbacks and acoustic alterations.

The audio tracks for Raw Materials reveal another fundamental aspect of Bruce Nauman’s practice: the use of language and its many relational possibilities. This theme clearly emerges in the neon pieces, which are among the artist’s best known and most celebrated works. Of these, Pirelli HangarBicocca presents a significant selection that shows their evolution. The neon works look into the formal and psychological nature of language, and the transformative potential of the written text. Reflections on art and the role of the artist are central in the very first neons from the late 1960s, such as The True Artist Helps the World by Revealing Mystic Truths (Window or Wall Sign) (1967) and My Name As Though it Were Written on the Surface of the Moon (1968), while puns and increasingly complex investigations into human existence, and the disturbing aspects of childhood, appear in Run from Fear, Fun from Rear (1972), One Hundred Live and Die (1984), or Hanged Man (1985).

Bruce Nauman, “Neons Corridors Rooms”, veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2022 © 2022 Bruce Nauman / SIAE. Courtesy l’artista; Sperone Westwater, New York, e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, Milano
+39 02 6611 1573, info@hangarbicocca.org, pirellihangarbicocca.org
Orari: giovedì, venerdì, sabato e domenica 10.30-20.30
Ingresso Gratuito con prenotazione consigliata
Catalogo Marsilio Arte

Copertina: Bruce Nauman, Black Marble Under Yellow Light, 1981/1988. Installation view at Pirelli HangarBicocca Milan, 2022. Contemporary Art Collection “la Caixa“ Foundation © 2022 Bruce Nauman / SIAE. Courtesy the artist; Sperone Westwater, New York, and Pirelli HangarBicocca, Milan. Photo Agostino Osio