Cathy Josefowitz. The Thinking Body

Cathy Josefowitz. The Thinking Body

MACRO, Roma

#Aritmici

“The Thinking Body” è, ad oggi, la mostra più completa sulla vita e il lavoro di Cathy Josefowitz (1956-2014). Organizzato in collaborazione con Kunsthaus Langenthal (Svizzera) e il Centre Culturel Suisse di Parigi, il progetto espositivo di Roma è l’ultimo capitolo di una più ampia retrospettiva caratterizzata da fili comuni e focus locali.

Rappresentando la varietà della produzione artistica di Josefowitz, in cui dipinti e disegni dialogano e si sovrappongono alla coreografia, la mostra riflette lo sforzo dell’artista di riconciliare media che sono stati troppo spesso trattati come ambiti separati nel discorso della storia dell’arte. Il corpo – in movimento e in relazione ad altri corpi – costituisce il nucleo della sua opera, la maggior parte della quale non è mai stata esposta.

Josefowitz ha studiato scenografia al Théâtre National de Strasbourg prima di trasferirsi a Parigi dove si è laureata in arti visive presso l’École Nationale des Beaux-Arts. Alla fine degli anni ’70, mentre viveva negli Stati Uniti, ha scoperto la danza, poi il teatro primitivo. Più tardi, mentre studiava a Falmouth (Regno Unito) al Dartington College of Arts, ha incontrato la contact improvisation e le tecniche di danza a rilascio anatomico introdotte rispettivamente da Steve Paxton e Mary Fulkerson. La sua ricerca sull’interrelazione tra la coreografia del movimento e il gesto pittorico è iniziata nel 1987 mentre frequentava la School for New Dance Development di Amsterdam.

“The Thinking Body” deriva dal titolo dell’omonimo libro di Mabel Elsworth Todd (1880 – 1956) pubblicato nel 1937 sull’apprendimento somatico, che ha profondamente segnato la ricerca di Josefowitz e il suo approccio artistico al corpo, alle sue infinite possibilità e ai suoi limiti. La mostra adotta un approccio per lo più tematico, presentando le prime sperimentazioni dell’artista ispirate a opere di artisti europei della prima metà del XX secolo, il suo progressivo spostamento verso un’esplorazione del proprio corpo e di quello delle persone amate, per arrivare infine a concentrarsi sul rapporto tra corpo e spazio e passare quindi gradualmente all’astrazione. Una serie di disegni su ricevute di ristoranti e hotel realizzati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 mentre l’artista viveva in Italia, sono esposti per la prima volta nel contesto della mostra a Roma.

La mostra comprende un evento collaterale, il 28 e 29 maggio 2022, presso l’Istituto Svizzero di Roma con il lavoro performativo dell’artista svizzero-americano Garrett Nelson (1982).


“The Thinking Body” is the most comprehensive exhibition, to this day, on the life and work of Cathy Josefowitz (1956–2014). Organized in collaboration with Kunsthaus Langenthal (Switzerland) and the Centre Culturel Suisse in Paris, the show in Rome is the last chapter of a project with common threads and local focuses. By bringing together the entire range of Josefowitz’s artistic output, in which paintings and drawings dialogue and overlap with choreography, the exhibition reflects the artist’s effort to reconcile media which have too often been treated as disparate in art historical discourse. The body—in motion and in relation to other bodies—constitutes the core of her oeuvre, most of which has never been exhibited.

Josefowitz studied set design at the Théâtre National de Strasbourg before moving to Paris where she earned a degree in visual arts at the École Nationale des Beaux-Arts. In the late 1970s, while living in the United States, she discovered dance, then primal theatre, and later, while studying in Falmouth (UK) at Dartington College of Arts, she encountered contact improvisation and anatomical release dance techniques pioneered, respectively, by Steve Paxton and Mary Fulkerson. Her own research into the interrelation between the choreography of movement and the painterly gesture began in 1987 while she attended the School for New Dance Development in Amsterdam.

“The Thinking Body” draws from the title of Mabel Elsworth Todd’s (1880 – 1956) homonymous 1937 book on somatic learning, which deeply inspired Josefowitz’s research and artistic approach to the body, its infinite possibilities as well as limitations. The exhibition adopts a largely thematic approach, illustrating the artist’s early experimentations inspired by European art and artists from the first half of the twentieth century. Her progressive shift towards exploring her own body and those of the people she loved culminated in her focus on the relationship between the body and space, leading her ultimately towards abstraction. A series of drawings on hotel and restaurant receipts, made while the artist was living in Italy in the late 1980s and early 1990s, are shown for the first time in the Rome chapter of the exhibition.

The exhibition includes a satellite event on 28 and 29 May 2022, hosted by the Istituto Svizzero in Rome featuring a performative work by Swiss-American artist Garrett Nelson (1982).

MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma
Via Nizza 138 / Via Reggio Emilia 54, Roma
+39 06 696271, info@museomacro.it, www.museomacro.it
Orari: martedì, mercoledì, giovedì e domenica 12.00 – 20.00. Venerdì e sabato 12.00 – 22.00
Ingresso gratuito

Con il sostegno di: Les Amis de Cathy Josefowitz, Ginevra, Centre culturel suisse. Paris, Kunsthaus Langenthal, Svizzera, Arsenic – Centre d’art scénique contemporain, Losanna, La Becque | Résidence d’artistes, La Tour-de-Peilz, Istituto Svizzero, Roma. Un sentito ringraziamento a Beppe Sebaste