Clément Cogitore «Ferdinandea #0», 2022 Film still

Clément Cogitore. Ferdinandea

Museo Madre, Napoli

A cura di Kathryn Weir

Nel 1831, nel mezzo delle acque del Mediterraneo che si estendono tra la Sicilia e la Tunisia, emerse un’isola che attirò presto l’attenzione delle potenze europee, travolte dal desiderio di reclamare la sua posizione strategica. Il nuovo corpus di opere di Clément Cogitore, Ferdinandea, indaga, attraverso film in 16 mm, video, fotografie e documenti storici, sull’emergere e l’inabissarsi di quest’isola vulcanica effimera. Le furono attribuiti molti nomi: “Île Julia” in Francia, “Graham” in Inghilterra e, nel Regno delle Due Sicilie, prese il nome del sovrano regnante, Ferdinando II di Borbone. Oggi, dormiente otto metri sotto le onde, Ferdinandea potrebbe in qualsiasi momento riemergere con una ripresa dell’attività sismica, innescando così nuove manovre geopolitiche. Cogitore orchestra premonizioni, osservazioni, intuizioni metaforiche e finzioni per considerare ciò che questa storia può dirci sulla nostra situazione attuale e sul nostro possibile futuro.

La cresta rocciosa dell’isola Ferdinandea si innalzò fino a 65 metri sopra il livello del mare in seguito a un’eruzione vulcanica sottomarina causata dalla pressione della placca tettonica eurasiatica su quella africana. Sebbene l’evento geologico avesse suscitato timore tra i marinai e gli abitanti delle coste circostanti, il nuovo territorio divenne rapidamente obiettivo di aspirazioni imperiali europee e furono organizzate diverse spedizioni con l’intento di colonizzare questa terra nullius. Nel giro di poche settimane, l’isola fu rivendicata dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dal Regno delle Due Sicilie. Tuttavia questa competizione ebbe una breve durata: l’isola da poco formata si inabissò di nuovo sotto le onde del del Mediterraneo solo sei mesi dopo la sua prima apparizione.

La mostra apre con una selezione di illustrazioni, mappe e lettere del XIX secolo prodotte da geologi e cartografi, inviati dalle nazioni concorrenti con l’intenzione di documentare la formazione dell’isola e di stabilire la propria sovranità. I materiali d’archivio rivelano un impulso cartografico inerente a un paradigma europeo di espansione territoriale e controllo. A monte di queste spedizioni imperialiste, i primi a raccontare i segni dell’emersione e dell’attività vulcanica che l’aveva prodotta furono gli abitanti delle zone costiere adiacenti. Cogitore ricostruisce questi strani avvenimenti e segni premonitori in un evocativo film in 16 mm.

La genesi dell’isola e gli eventi storici che ne seguirono fino al giorno d’oggi sono raccontati dall’artista in un film narrativo che si apre progressivamente a futuri speculativi, dove molteplici scenari sono immaginati. Diverse temporalità e registri di narrazione si scontrano e risuonano su questo territorio instabile e impermanente. Le mutazioni dell’isola rimandano a processi più ampi della storia del Mediterraneo, collegando passato e presente, terra e acqua. Nel racconto multiforme di Cogitore, Ferdinandea si presenta come un terreno fertile per re-immaginare lo spazio del “mare di mezzo” – un tempo luogo di scambi fra culture, oggi definito da necropolitiche e geografie gerarchizzate che articolano logiche di esclusione sistematica.

La mostra si conclude con un film non narrativo costruito a partire dalle riprese effettuate dall’artista durante una spedizione scientifica condotta al fine di posizionare un sismografo sulla formazione geologica sottomarina dell’isola scomparsa. Mentre la telecamera riprende gli spostamenti della tecnologia subacquea nel paesaggio sottomarino, i blocchi di basalto e gli antichi vertici di Ferdinandea si rivelano a poco a poco nella crescente oscurità, e le vibrazioni registrate dal sismografo suscitano aspettative sul suo risveglio.

Museo Madre
Via Settembrini 79, Napoli
081.199.78.017, info@madrenapoli.it, www.madrenapoli.it
Orari: lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10.00 alle 19.30. Domenica dalle 10.00 alle 20.00
Biglietti: intero 8 euro; ridotto 4 euro

Copertina: Clément Cogitore «Ferdinandea #0», 2022 Film still Courtesy Chantal Crousel Consulting – Paris, Galerie Elisabeth & Reinhard Hauff – Stuttgart