Skip to content
Fjord 2 - 127x152cm - 2022

Colin Brant. Tibbar Tibbar

Galleria Richter Fine Art, Roma

Sabato 2 dicembre dalle 11:00 alle 19:00 la galleria Richter Fine Art inaugura la personale di Colin Brant, dal titoloTibbar Tibbar, in mostra da lunedì 4 dicembre al 12 gennaio 2024.

Tibbar Tibbar, che significa letteralmente coniglio coniglio scritto al contrario, è un’esclamazione utilizzata in alcune zone degli Stati Uniti per augurare “Buona Fortuna”. Le persone esclamano “coniglio coniglio” il primo giorno di ogni mese per augurare buona fortuna. Qualora lo dimenticassero, esclamano “tibbar tibbar” alla fine del mese per compensare. L’artista intitola così la sua personale a Roma negli spazi della galleria in cui vengono esposti dipinti ad olio di dimensioni variabili: da ridotte e maneggevoli fino alla larghezza delle proprie braccia in estensione.

Le opere esposte sono i lavori che l’artista ha realizzato negli ultimi due anni. Partendo da sottili strati di colore, Brant lascia che il pigmento si depositi nelle scanalature della tela e metta in evidenza la trama del tessuto. Le stratificazioni di colore create richiamano antichi metodi di stampa; quelli delle cartoline in lino e delle immagini stereoscopiche colorate del XIX secolo, che sono utilizzate come immagini di riferimento. Sovrapponendo tonalità di rosa polveroso e di violetto sfumato con l’arancio, si suggeriscono immagini di cose viste attraverso una lente granulosa, distante nello spazio e nel tempo. Segni di vernice più spessa, sovrapposti a questi sottili strati di colore, si fondono per creare delle immagini. Brant si ispira ad artisti che usano la rappresentazione come punto di partenza per far vagare l’immaginazione, come il post-impressionista Pierre Bonnard, i primi artisti autodidatti americani e i paesaggisti cinesi.

Sebbene la varietà dei suoi soggetti includa animali, minerali e fenomeni celesti, il paesaggio è un motivo ricorrente. Un sito delle Montagne Rocciose canadesi è stato oggetto di una serie di dipinti. Utilizzando una vasta gamma di cartoline d’epoca che mostrano la zona da angolazioni leggermente diverse, in differenti situazioni di luce e colore, i dipinti diventano uno studio sulla mutevolezza e la soggettività dello spazio. Indipendentemente dal soggetto, gli elementi dipinti sono costantemente in evoluzione o passano da uno stato all’altro. Le montagne si fratturano e si dissolvono nella luce, gli animali appaiono e scompaiono, i riflessi capovolgono un paesaggio: tutto è in continua trasformazione e oscilla tra il riconoscibile e il fantastico.

“Molti, imbattendosi nell’opera di Brant, inizialmente lo identificherebbero come un paesaggista. – scrive Bob Nickas nel suo testo – Lui non è d’accordo, pur non essendo contrario all’idea, ma ribadisce che cerca qualcos’altro, qualcosa che lui stesso ha difficoltà a spiegare. Brant ha dipinto numerose scene di fiordi, tutte sorprendenti, sebbene non ne abbia mai visto uno di persona. Non è necessario recarsi in un luogo per dipingerlo. Si può visitare quel posto con la mente”.

È raro che soggetti umani appaiano nei dipinti di Brant. Che il soggetto sia il plancton o un vasto fiordo, il dipinto diventa un’esplorazione meditativa su come l’artista vede e comprende il mondo naturale.

Colin Brant è stato il destinatario della John Simon Guggenheim Memorial Fellowship nel 2022 e ha ricevuto sovvenzioni dalla New York Foundation for the Arts e dalla Pollock-Krasner Foundation. Le sue mostre personali includono la Jeff Bailey Gallery, la Adam Baumgold Gallery e la Beth Urdang Gallery, fra le mostre collettive si ricordano la Steven Zevitas Gallery, Lucien Terras, la Geoffrey Young Gallery e Platform Space. Ha frequentato l’Università della California a Santa Cruz e l’Università di Iowa, attualmente vive e lavora fra North Bennington, VT, e Brooklyn, NY.

galleria Richter Fine Art
Vicolo del Curato 3, Roma
+39 3400040862, info@galleriarichter.com, www.galleriarichter.com
Orari: dalle 15.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì
Ingresso gratuito

Ufficio stampa: Chiara Ciucci Giuliani
Copertina: Fjord 2, olio su tela, 127x152cm, 2022