A cura di Sara Occhipinti e Marco Faganel, in collaborazione con Penisola edizioni
Sclavanie è un progetto-libro che racconta la riscoperta di un microcosmo geografico, di un’area montana al confine tra Italia e Slovenia, luogo d’origine dell’autore. Sclavanie è un termine che indica le origini Slave delle prime popolazioni che abitarono questi territori. Oggi ha completamente cambiato significato, ed è stato assorbito dalla lingua Friulana per indicare, in maniera dispregiativa, le persone che vivono prevalentemente nelle zone montane di confine e che conservano le loro radici slave.
La struttura linguistica del Friuli Venezia Giulia è complessa e peculiare. La sua posizione geografica la rende un luogo di passaggio obbligatorio sulle direttrici europee nord-sud, est-ovest. Qui si incontrano lingue latine, slave e germaniche, eredità di un passato che ha visto queste popolazioni vivere le une affianco alle altre. il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione in Europa dove vengono ancora utilizzate ben quattro lingue ufficiali nel medesimo territorio: italiano, sloveno, friulano e tedesco.
Degano, con sguardo etnografico esplora quest’area caratterizzata dall’emigrazione e dallo spopolamento dei piccoli borghi montani. Questi fenomeni hanno indebolito la trasmissione orale e la sopravvivenza di memorie e antiche tradizioni e necessitano di strategie concrete per invertirne la tendenza e innescare un ‘ritorno al borgo’.
La ricerca di Degano si muove attraverso un riesame attivo, critico e consapevole del ‘locale’, indagando la memoria comune tramandata dagli abitanti che resistono in questi luoghi. Questo progetto vuole essere un’occasione per riflettere sui valori dell’abitare e del fare comunità, sulla loro trasformazione, sul degrado, sull’estinzione ma anche sulla riscoperta.
Che opportunità offrono questi territori? A quali vocazioni rispondono? Come possono competere nelle trame del globalismo metropolitano? Queste sono alcune delle questioni poste dall’autore che guarda al borgo montano non solo come strategia nostalgica di riposizionamento, ma come reale chance di rigenerazione territoriale,
e in cui si riconosce una qualità del vivere come in pochi altri contesti.
Davide Degano ha tentato di affrontare la questione ‘a casa propria’, misurandosi con una controversa visione sui suoi luoghi d’origine, stregato dalla bellezza e potenza di queste terre.
studiofaganel
Viale XXIV maggio 15/c, Gorizia
+39 0481 81186, +39 375 630 2446, studiofaganel@gmail.com, www.studiofaganel.com
orari: lunedì – venerdì 16:00 – 19:00; sabato e mattine su appuntamento
Ingresso gratuito
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Davide Degano. Sclavanie
A cura di Sara Occhipinti e Marco Faganel, in collaborazione con Penisola edizioni
Sclavanie è un progetto-libro che racconta la riscoperta di un microcosmo geografico, di un’area montana al confine tra Italia e Slovenia, luogo d’origine dell’autore. Sclavanie è un termine che indica le origini Slave delle prime popolazioni che abitarono questi territori. Oggi ha completamente cambiato significato, ed è stato assorbito dalla lingua Friulana per indicare, in maniera dispregiativa, le persone che vivono prevalentemente nelle zone montane di confine e che conservano le loro radici slave.
La struttura linguistica del Friuli Venezia Giulia è complessa e peculiare. La sua posizione geografica la rende un luogo di passaggio obbligatorio sulle direttrici europee nord-sud, est-ovest. Qui si incontrano lingue latine, slave e germaniche, eredità di un passato che ha visto queste popolazioni vivere le une affianco alle altre. il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione in Europa dove vengono ancora utilizzate ben quattro lingue ufficiali nel medesimo territorio: italiano, sloveno, friulano e tedesco.
Degano, con sguardo etnografico esplora quest’area caratterizzata dall’emigrazione e dallo spopolamento dei piccoli borghi montani. Questi fenomeni hanno indebolito la trasmissione orale e la sopravvivenza di memorie e antiche tradizioni e necessitano di strategie concrete per invertirne la tendenza e innescare un ‘ritorno al borgo’.
La ricerca di Degano si muove attraverso un riesame attivo, critico e consapevole del ‘locale’, indagando la memoria comune tramandata dagli abitanti che resistono in questi luoghi. Questo progetto vuole essere un’occasione per riflettere sui valori dell’abitare e del fare comunità, sulla loro trasformazione, sul degrado, sull’estinzione ma anche sulla riscoperta.
Che opportunità offrono questi territori? A quali vocazioni rispondono? Come possono competere nelle trame del globalismo metropolitano? Queste sono alcune delle questioni poste dall’autore che guarda al borgo montano non solo come strategia nostalgica di riposizionamento, ma come reale chance di rigenerazione territoriale,
e in cui si riconosce una qualità del vivere come in pochi altri contesti.
Davide Degano ha tentato di affrontare la questione ‘a casa propria’, misurandosi con una controversa visione sui suoi luoghi d’origine, stregato dalla bellezza e potenza di queste terre.
studiofaganel
Viale XXIV maggio 15/c, Gorizia
+39 0481 81186, +39 375 630 2446, studiofaganel@gmail.com, www.studiofaganel.com
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