Doug Aitken, Entry Point, 2021

Doug Aitken. Microcosmos

Victoria Miro, Venezia

Victoria Miro è lieta di presentare una mostra personale del celebre artista americano Doug Aitken a Venezia. Microcosmos comprende una nuova serie di arazzi fatti a mano che, racchiudendo in sé lo stesso atto di creazione fisica, articolano visivamente un mondo guidato da un flusso costante di informazioni. L’apertura della mostra coincide con Green Lens, nuova importante installazione site-specific realizzata a Venezia dall’artista, e con la prima europea di Flags and Debris, opera creata nel 2020, che farà parte della Biennale Danza, 15. Festival Internazionale di Danza Contemporaena, diretta da Wayne McGregor.

Fulcro delle opere di Doug Aitken è l’invito a considerare la natura del nostro presente e la segnalazione di nuove possibilità per il futuro. Le sue ultime opere in tessuto sono la continuazione di un corpo di lavori creati durante l’anno passato, e partono da vestiti e altri oggetti quotidiani che l’artista è stato in grado di recuperare all’interno di casa sua. Tagliando dei frammenti e riassemblandoli tra loro per creare campi visivi astratti, Aitken ha dato vita a elaborati arazzi, a motivi che emergono e scompaiono nei livelli stratificati che compongono la superficie. Ricorrenti ed enfatizzate in ciascuna opera sono le tensioni poetiche tra l’uso del digitale e la realizzazione manuale, tra fruizione lenta e veloce dei media. Gli elementi che si ripetono all’interno delle opere sembrano versioni artigianali di anomalie digitali, mentre il processo fisico della loro creazione rimanda al ritmo lento della trapuntatura. Simili a bandiere e striscioni, mandala e bersagli, questi segni assumono anche connotati di protezione, conforto o riparo – dal momento che la vera natura delle stoffe è al tempo stesso intima, personale e universale. Queste mutevoli qualità simboliche sono in sintonia con le astrazioni dinamiche di ogni composizione: sono segni privi di testo che permettono un’indagine dal finale aperto sulla nostra esperienza collettiva.

Ad accompagnare gli arazzi, ci sono una sequenza di lavori a pavimento, creati con un metodo simile a quello usato da Aitken per collage di tessuti. Queste opere seguono un filone di ricerca a metà tra il genere artistico delle sculture molli – fatte usando materiali flessibili e non rigidi – e l’arredamento funzionale, invitando il visitatore a sostare in modo tale da favorire un’attivazione fisica dell’opera e un’esperienza diretta della mostra.
L’ultimo lavoro esposto, posto all’ingresso della mostra, è un acquerello che ritrae lo studio di movimento di un corpo femminile intento ad alzarsi in piedi da seduto, memore degli esperimenti fotografici di Eadweard Muybridge. Facendo eco alle recenti sculture figurative di Aitken, pulsanti di luce, questo lavoro fluisce con una forza che suggerisce un risveglio personale e culturale.

Questa estate di attività segna un significativo ritorno alla città di Venezia da parte di Doug Aitken, premiato con il prestigioso Leone d’Oro in occasione della 48. Biennale d’Arte del 1999 per la sua installazione electric earth.

Green Lens, un’installazione site-specific
‘Green Lens è un’opera d’arte vivente. È al tempo stesso un’opera, un’installazione e un palcoscenico. È come un faro che si può raggiungere e in cui vivere un’esperienza personale, immersi luce, idee e domande. Un punto focale che ci permette di condividere le nostre idee e visioni sulla vita post Covid… una celebrazione e un’inchiesta sul futuro.’ – Doug Aitken

Posizionata sull’Isola della Certosa, Green Lens è un’opera vivente ed esperienziale, una destinazione da raggiungere. Dall’esterno, dà vita a una coreaografia di riflessi di nuvole, nebbia e vegetazione in divenire. Quando il giorno si fa notte, Green Lens risplende diventando una scultura di luce in movimento e un’installazione sonora.
Green Lens vivrà grazie a una serie di performance e conversazioni stimolanti e provocatorie, focalizzate sul futuro e interpretate da musicisti, oratori e ballerini. Queste attivazioni saranno filmate da Aitken e condivise con il pubblico per permettergli di avere accesso a questa opera d’arte vivente, palcoscenico per voci e culture. L’opera è stata commissionata da Anthony Vaccarello in partnership con Saint Laurent.

Flags and Debris
Nel video Flags and Debris, gli impulsi elettrici si fondono con i battiti del cuore umano, muovendosi attraverso un paesaggio espanso e anonimo. Sullo sfondo di una Los Angeles deserta, ripresa durante il period di lockdown del 2020, si muovono i ballerini del Los Angeles Dance Project, simili a fantasmi che emergono da sotto gli arazzi di Aitken. Presentato in Europa per la prima volta come parte della Biennale Danza, 15. Festival Internazionale di Danza Contemporaena, diretta daWayne McGregor, Flags and Debris verrà proiettato durante un weekend di video dedicati alla danza e sarà incluso in un palinsesto che già include lavori di Merce Cunningham e altri, organizzato al Teatro Piccolo Arsenale alle ore 14.00 di sabato 25 luglio 2021.

Nato nel 1968, attualmente Doug Aitken vive e lavora a Los Angeles. Tra le mostre più significative del 2021, va inclusa la personale al Museum of Contemporary Art Australia, Sydney. In precedenza, importanti mostre personali sono state organizzate da istituzioni internazionali di rilievo, tra cui Faurschou Foundation, Pechino (2019); Copenhagen Contemporary (2018); Modern Art Museum of Fort Worth (2017); The Geffen Contemporary at MOCA, Los Angeles (2016); Schirn Kunsthalle, Francoforte (2015); Nam June Paik Art Center, Corea del Sud (2013); Seattle Art Museum (2013); Tate Liverpool (2012); LUMA Foundation, Arles, Francia (2012); Deste Foundation, Hydra, Grecia (2011); Cincinnati Art Museum (2010); Museo d’Arte Contemporanea Roma (2009); Museum of Modern Art, New York (2007); Aspen Art Museum (2006); Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (2005); The Fabric Museum and Workshop, Philadelphia (2002) e Serpentine Gallery, London (2001).
L’artista è stato insignito del prestigioso Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999; nel 2012 ha ricevuto il Nam June Paik Art Center Prize, nel 2013 lo Smithsonian Magazine American Ingenuity Award: Visual Arts e, nel 2016, l’Americans for the Arts National Arts Award: Outstanding Contributions to the Arts. Aitken è inoltre il primo vincitore del Frontier Art Prize, un nuovo premio dedicato all’arte contemporanea che supporta un artista di calibro internazionale nella realizzazione di progetti audaci che sfidino i confini del pensiero e dell’esperienza per reimmaginare il futuro dell’umanità.

Victoria Miro Venezia
Il Capricorno, San Marco 1994
Calle Drio La Chiesa, Venezia
+39 041 523 3799, info@victoria-miro.com, www.victoria-miro.com
Orari: martedì sabato 10-13 e 14-18
Ingresso gratuito

Immagine di copertina: Doug Aitken, Entry Point, 2021. Tessuti misti 157,5x 157,5 cm 62 x 62in © Doug Aitken. Courtesy l’artista; 303 Gallery, New York; Galerie Eva Presenhuber, Zurigo; Victoria Miro, Londra/Venezia; e Regen Projects, Los Angeles