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Ettore Pinelli, Iceberg 3 (turquoise blue), 2022, olio su tela, 55x100 cm. Courtesy l’artista e Kromya Art Gallery Verona Lugano

Ettore Pinelli. La parte nascosta

Kromya Art Gallery, Verona

A cura di Matteo Galbiati

Kromya Art Gallery è lieta di accogliere, nella sede di Verona, la mostra intitolata La parte nascosta, prima personale di Ettore Pinelli (Modica – RG, 1984) che presenta un ciclo completamente inedito di opere realizzate appositamente per questa occasione.
La mostra è stata assegnata dai galleristi all’artista siciliano – Vincitore della Sezione Pittura – come Premio Speciale Kromya Art Gallery Verona | Lugano nell’ambito della VI edizione di Arteam Cup 2020, premio promosso dall’Associazione Culturale Arteam di Albissola Marina (SV).

Con La parte nascosta Pinelli prosegue nella sua attenta indagine pittorica in cui astrazione e figurazione si combinano in una reciproca volontà di annullamento ed evidenza. Da tempo, infatti, con i suoi dipinti mette in correlazione analisi e memoria, visione e pensiero attraverso immagini che provano ad esplicitare le contraddizioni dell’essere e dell’esistenza. Oggetto di osservazione speciale è il comportamento umano, in cui sociologia antropica e istintualità naturale si corrispondono e si correlano. L’artista fissa, con la precisione della sua pittura, figure che provano a raccontarsi irrompendo, attraverso la loro manifestazione appena pronunciata, all’evidenza dello sguardo e del pensiero.

Lo stesso Pinelli, in merito alla sua pratica ed estetica artistica, afferma:

“La mia ricerca è incentrata sull’osservazione antropologica degli aspetti relazionali della natura umana quando questa viene condotta al suo limite. A partire da immagini, video ed iconografie ricavate dai media, evidenzio il rapporto portato allo stremo che l’uomo contemporaneo ha con l’informazione. Nella mia ricerca è costante lo sviluppo di particolari immagini e dati provenienti da canali di informazione di terze parti: una mancata definizione, un’accentuazione del disturbo o dell’errore che da difetti si trasformano in valori unici e assoluti. La mia pratica è caratterizzata da una pittura di superficie: stesure leggere e fitte dove una gestualità controllata non permette errori o ripensamenti”.

Il suo colore è frutto di un lavoro lento e progressivo, “composto con gesti misurati e puntuali segue la volontà di fissare la leggerezza delle cromie sottraendo loro ogni enfasi gestuale dettata o imposta dalla caratterialità della mano”: così le tinte, delicate nel loro proporre l’immagine, paiono rimanere proprio al limite del loro stesso racconto figurale. La figura rimane carica di interrogativi, di mistero, di un senso di irresolutezza che è il motore di senso che Pinelli impone all’osservatore. In lui l’interpretazione del linguaggio pittorico legato alla figurazione trova un equilibrato, raffinato, intelligente connubio con una matura e personalissima lettura “analitica” della pittura aniconica.

Annota ancora Matteo Galbiati nel testo critico:

“Pinelli nella qualità contemporanea della sua proposta disallinea equilibri dati per certi. Soffoca elegantemente ogni distinguo ed è in grado di fondere sapienza e poetiche differenti per sostenere, con la sicurezza intellettuale che gli è propria, la sua narrazione. […] Concedere l’immagine, ricusarla, negarla o relegarla ai margini con una pittura che ha il coraggio di annullare se stessa apre una prospettiva di interpretazione che richiede un tempo diverso per assimilare i contenuti delle sue opere. Quanto appare certo, sicuro, scontato si trasforma subito in un senso di vuoto: è la vertigine sull’abisso dell’incertezza che sospende la decisione dello sguardo che rallenta, indugia in un tempo rallentato e sospeso dove tutto può accadere ancora e inaspettatamente. Il dubbio deve redimere l’immagine, dissipare le indecisioni e trovare una nuova chiave interpretativa al tutto”.

La parte nascosta, in questo senso, è dedicata ad una serie nuova di soggetti – sono 15 le opere esposte di grande e piccolo formato – che, incentrate prevalentemente sull’elemento naturale, pongono al centro di alcune il profilo riconoscibile di alcuni iceberg. I blocchi di ghiaccio che vagano nel mare diventano paradigma di situazioni sospese, dove imminenti sono il possibile crollo, una rivoluzione inarrestabile e, per certi versi, violenta. Della loro vera natura “emerge”, poi, solo una parte: “un frammento esiguo della loro verità si rivela a noi, lasciando la maggior parte di sé nascosta sotto la superficie dell’acqua. Non è forse questo che accade anche al temperamento umano?”

La pittura di Pinelli affascina proprio per la cura con cui riesce a celare, sotto una soffusa bellezza, la parte nascosta, e imprevedibile, della natura e dell’animo umano.

KROMYA ART GALLERY
Via Guglielmo Oberdan 11, Verona
+39 3394166956, info@kromyartgallery.com, kromyartgallery.com
Orari: martedì – sabato 10 – 12.30 e 16 – 19.30
Ingresso gratuito