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Prevedello, Cornerstone, 2019, ardesia, cemento, cm 220x120x80

Fabrizio Prevedello. Mani

z2o Sara Zanin, Roma

Con un testo critico di Antonio Grulli

z2o Sara Zanin è lieta di presentare, sabato 24 settembre, Mani, prima mostra personale in galleria di Fabrizio Prevedello, accompagnata da un testo critico di Antonio Grulli.

La ricerca di Fabrizio Prevedello (Padova, 1972), da tempo rivolta all’investigazione del paesaggio e del rapporto con esso, si sviluppa a partire da una vasta gamma di materiali – marmi di recupero, ardesia, onice ma anche cemento armato, vetro e gesso – spesso prelevati direttamente dal paesaggio, in particolare quello delle Alpi Apuane, dove l’artista ha scelto di risiedere. L’approccio di Prevedello alla scultura si nutre delle suggestioni di un passato attualizzato attraverso un’intuizione consapevolmente rivolta alla riconfigurazione dello spazio e, con esso, della percezione dei luoghi che attraversiamo.

Per Prevedello, paesaggio e architettura intrecciano un rapporto singolare in cui si affacciano le connotazioni simboliche di una natura da intendersi come Genius Loci. Molte sculture nascono a partire da frammenti raccolti nei luoghi che l’artista attraversa camminando; i frammenti vengono combinati, assemblati o isolati, in strutture realizzate con materiali da costruzione, come cemento armato e ferro, dando vita a combinazioni inaspettate di elementi che abitano lo spazio. Il dialogo tra materiali industriali ed elementi naturali si realizza così attraverso un equilibrio, costantemente rimodulato da rapporti di forza, che dà vita a una ricerca rivolta allo spazio e allo spettatore.

Il titolo scelto per la mostra, Mani, reindirizza esplicitamente verso un orizzonte in cui l’abbassamento dello sguardo, rivolto alle estremità degli arti, riporta al centro del discorso la presenza umana e, con essa, l’attenzione verso quell’operosità demiurgica che fa di ogni essere vivente il tramite privilegiato per un nuovo approccio dello sguardo.

Per Prevedello la scultura diventa un dispositivo che riconfigura la visione di un luogo: è così che, per esempio, Cerchio (243), scultura a parete in ferro, marmo e vetro, apre la mostra presentandosi come un vero e proprio dispositivo del vedere, uno spazio, circoscritto da un cerchio dato dalla sovrapposizione di tre poligoni, che idealmente suggerisce una finestra/oblò davanti o dietro a cui siamo posti per un’osservazione privilegiata di ciò che ci circonda. Cerchio è anche un paesaggio che, alla stregua della finestra albertiana, suggerisce una profondità data dalle diverse stratificazioni delle lastre di vetro.  Lo spazio, così centrale nella riflessione sulla scultura, in queste opere si costruisce così per giustapposizione di elementi di diversa solidità, allo stesso tempo fragili e resistenti, effimeri, apparentemente precari, in grado di visualizzare l’interrelazione tra narrazioni fisiche e mentali.

z2o Sara Zanin is pleased to present Mani, the first solo exhibition in the gallery by Fabrizio Prevedello, accompanied by a critical text by Antonio Grulli, on Saturday 24 September.

The research of Fabrizio Prevedello (Padua, 1972), which has long been aimed at investigating the landscape and the relationship with it, develops from a wide range of materials – recycled marble, slate, onyx but also reinforced concrete, glass, and chalk – often taken directly from the landscape, that of the Apuan Alps, where the artist has chosen to reside. Prevedello approach to sculpture is nourished by the suggestions of a past updated through an intuition consciously aimed at the reconfiguration of space and, with it, the perception of the places we pass through.

For Prevedello, landscape and architecture intertwine a singular relationship in which the symbolic connotations of a nature to be understood as Genius Loci appears. Many sculptures are born from fragments collected in the places that the artist walks through; the fragments are combined, assembled, or isolated, in structures made with building materials, such as reinforced concrete and iron, giving life to unexpected combinations of elements that inhabit the space. The dialogue between industrial materials and natural elements is thus achieved through a balance, constantly remodeled by power relationships, which gives life to a research aimed at the space and the viewer.

The title chosen for the exhibition, Mani, explicitly redirects towards a horizon in which the lowering of the gaze, turned towards the extremities of the limbs, brings the human presence back to the center of the discourse and, with it, the attention towards that demiurgic industriousness that makes every living being the privileged means for a new approach to the gaze.

For Prevedello, sculpture becomes a device that reconfigures the vision of a place: this is how, for example, Cerchio (243), a wall sculpture in iron, marble and glass, opens the exhibition presenting itself as a real device of seeing, a space, circumscribed by a circle created by the superposition of three polygons, which ideally suggests a window / porthole in front or behind which we are placed for a privileged observation of what surrounds us. Cerchio is also a landscape which, like the Albertian window, suggests a depth given by the different stratifications of the glass plates. The space, so central in the reflection on sculpture, in these works is thus constructed by juxtaposition of elements of different solidity, at the same time fragile and resistant, ephemeral, apparently precarious, able to visualize the interrelation between physical and mental narrative.

z2o Sara Zanin
Via della Vetrina 21, Roma
+06 70452261, info@z2ogalleria.it, z2ogalleria.it
Orari: lunedì – venerdì 13 – 19
Ingresso gratuito