Giovanni Anselmo Galleria Alfonso Artiaco

Giovanni Anselmo

Galleria Alfonso Artiaco, Napoli

La galleria Alfonso Artiaco è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra personale di Giovanni Anselmo, lunedì 17 gennaio 2022 dalle ore 10 alle 19.
Giovanni Anselmo presenta la sua terza personale in galleria a piazzetta Nilo; le precedenti nel 1991, nello spazio di Pozzuoli, e nel 2005 a Palazzo Partanna in piazza dei Martiri.

Tra i primi nella cerchia dei fondatori del movimento Arte Povera, Anselmo sin dal finire degli anni ‘60 trae la propria ispirazione dall’osservazione degli eventi naturali e dall’energia che ne scaturisce. La sua ricerca radicale combina materiali di diversa natura in continuo dialogo o conflitto, rendendo quasi tangibili le forze che animano l’opera d’arte, manifestandosi attraverso gli effetti sul mondo circostante. Questo dualismo si traduce in una tensione continua tra visibile e invisibile, tra potenza e atto, tra finito ed infinito. Organico e inorganico, naturale e tecnologico, leggerezza e pesantezza sono solo alcune delle coppie dialettiche sulle quali l’artista lavora in cui l’energia insita nella materia è bloccata in quell’attimo in cui fenomeni opposti collidono e si azzerano. La mostra presenta una selezione di lavori datati dal finire degli anni ’60 fino ad oggi, in un percorso di opere rappresentative dell’artista.

Direzione (1967-2002) è un blocco di arenaria sulla cui faccia superiore è incastonato un ago magnetico che rende l’opera capace di auto determinare il proprio orientamento nello spazio. Il magnetismo copre un ruolo fondamentale nel lavoro di Anselmo. Un tema che l’artista ha proposto negli anni utilizzando molteplici materiali: il lavoro in mostra Verso Sud (1967-2009), in cui l’ago magnetico è disegnato su carta spolvero e appoggiato a terra sotto una lastra di plexiglass, segue lo stesso concetto, forzando però il naturale disporsi dell’ago verso nord e orientandosi nell’opposta direzione.

Infinito (1970) è una fotografia dell’infinito attraverso il cielo scattata con la messa a fuoco, appunto, su ∞. L’impiego del medium fotografico da parte dell’artista è mirato alla presentazione di un’esperienza, più che alla sua rappresentazione. Anselmo stesso, commentando l’opera, spiega questa distinzione: «La fotografia è in un certo modo l’equivalente di un “istante”. Se la fotografia dal punto di vista del tempo è così estrema, il modo più conseguente di ricorrere a essa è quello di farne un uso estremo, condurla al massimo delle sue possibilità». In mostra anche il lavoro Particolare del lato in alto della prima I d’Infinito (14.4.1975) in cui questa volta è una fitta campitura di grafite che prova a cogliere e cristallizzare in una forma finita e visibile il concetto di infinito.

Invisibile (1971-75) è un parallelepipedo di granito nero d’Africa su cui è incisa la scritta VISIBILE. Il blocco non è intero ma tagliato su un lato, su cui si presupponeva inscritto il suffisso IN, ovvero la sua parte invisibile, infinita e incommensurabile, quella che renderebbe l’opera finita ma «invisibile». Con un gesto essenziale, Anselmo allude alla possibilità di trovare un completamento in ciò che non vediamo, portando a convergere la sfera del sensibile con quella dell’intelletto, la materia con l’immaginazione, il microcosmo umano con il macrocosmo universale.

Particolare (1972-2013) è una delle opere più rappresentative di Giovanni Anselmo. L’installazione si compone di uno o più proiettori che riproducono la scritta PARTICOLARE su un punto specifico dello spazio espositivo. Quando i visitatori si trovano tra il proiettore e la parete opposta, il fascio di luce colpisce una parte del loro corpo, la parola “particolare” si focalizza e diventa così una didascalia che descrive il processo innescato dall’opera stessa.

L’Oltremare (1979-2022) è il tono del colore utilizzato per un intervento pittorico site-specific in galleria che si riferisce al minerale utilizzato per produrre il pigmento blu anticamente importato in Europa da terre lontane, “al di là del mare”. Il Lavoro sottolinea l’importanza che ha per l’artista non tanto l’opera in sé, quanto la sua relazione con l’esterno, l’essere parte di un universo. L’oltremare è «una indicazione spaziale di un altrove che, intorno a noi, si trova in tutte le direzioni. Sulla Terra, infatti, qualunque direzione si scelga di percorrere, prima o poi comparirà sempre un oltremare. Collocare questo colore su una parete significa per me scegliere e indicare quella direzione, verso l’oltremare sulla parete e verso l’oltremare nello spazio esterno».

L’opera Senza Titolo (1990) è composta da una tela ed una lastra di granito legate da un cavo di acciaio con nodo scorsoio ed installate a parete. Anselmo, in un gesto caratteristico dell’Arte Povera, abbandona le categorie tradizionali dell’arte, nascondendo quasi la tela bianca dietro la pietra. Con un equilibrio quasi innaturale, questa sospensione da terra trasmette una certa leggerezza, a suggerire una diminuzione della forza di gravità, mentre la giustapposizione della roccia con la tela evidenzia un dialogo tra la scultura e lo spazio del quadro.

In mostra anche due lastre di granito, entrambe dal titolo Il Colore e la pietra sono peso vivo (2018). Le due opere inclinate in verticale si arrendono alla forza di gravità rimanendo poggiate a terra e, mediante uno spigolo, alla parete.

Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più (2001-2017): tre blocchi di granito tagliati a vivo su due lati e sugli altri due a spacco, poggiati sul pavimento creano un breve percorso calpestabile dai visitatori. Un invito dell’artista a seguire la proiezione che titola l’opera e di salire sulle pietre per avvicinarsi di una spanna in più verso le stelle.


Alfonso Artiaco gallery is pleased to announce the opening of the exhibition by Giovanni Anselmo on Monday 17th January 2022 from 10 am to 7 pm.
Giovanni Anselmo presents his third solo show at the gallery in piazzetta Nilo; previous ones were in 1991, in the spaces of Pozzuoli, and in 2005 at Palazzo Partanna in Piazza dei Martiri, Naples.

From the end of the 60’s Anselmo drew inspiration from natural events and from the energy that arises from them, being one of the earliest founders of the Arte Povera movement.
His radical research combines materials of different nature in continuous dialogue or conflict, making the forces that animate the work of art almost tangible, manifesting themselves through the effects on the surrounding world.
This dualism translates into a continuous tension between visible and invisible, between power and act, between finite and infinite. Organic and inorganic, natural and technological, lightness and heaviness are just some of the dialectical couples in the work of the artist. In those couples the energy inherent in the material is blocked in that moment in which opposite phenomena collide and are zeroed out.
The exhibition presents a selection of representative works of the artist in a path dated from the end of the ‘60s to nowadays.

Direzione (1967-2002) is a sandstone block with a magnetic needle mounted on its upper side that makes the work capable of self-determining its orientation in the space. Magnetism has a fundamental role in the work of Anselmo, it is a theme he has proposed over the years using multiple materials: the work on view Verso Sud (1967-2009), in which the magnetic needle is drawn on paper and it is laid on the floor under a Plexiglas sheet, follows the same concept, however forcing the natural position of the needle to the north and orienting itself in the opposite direction.

Infinito (1970) is a photograph of infinity across the sky taken with the focus, in fact, on ∞. The artist use of the photographic medium aims to the presentation of an experience, rather than at its representation. Anselmo himself, commenting the work, explains this distinction: «Photography is in a certain way the equivalent of an “instant”. If, from the point of view of time, photography is so extreme, the most consequent way to resort to it is to make an extreme use of it, bringing it to the maximum of its possibilities».
Also shown is the work Particolare del lato in alto della prima I d’Infinito (14.4.1975) in which a dense field of graphite tries to capture and crystallize the concept of infinity in a finite and visible form.

Invisibile (1971-75) is a parallelepiped of black African granite on which the inscription VISIBLE is engraved. The block is not complete but cut on one side, on which the suffix IN was assumed to be inscribed, it is, its invisible, infinite and immeasurable part, the one that would make the work finished but “invisible”. With an essential gesture, Anselmo allude to the possibility of finding a conclusion in what we do not see, leading the sphere of the sensible to converge with the one of the intellect, matter with the imagination and the human microcosm with the universal macrocosm.

Particolare (1972-2013) is one of the most representative work of Giovanni Anselmo. The installation consists of one or more projectors that reproduce the word PARTICULAR on a specific point of the exhibition space. When visitors are between the projector and the wall, the beam of light hits a part of their body, the word “particular” is focused and thus becomes a caption describing the process triggered by the work itself.

Oltremare (1979-2022) is the hues used for a site-specific pictorial intervention at the gallery that refers to the mineral used to produce this blue pigment formerly imported in Europe from distant lands, “beyond the sea”. The Work underlines the importance that has his relationship with the outside, not the work itself, to be part of a universe. The overseas is «a spatial indication of an elsewhere that, around us, is found in all directions. On Earth, in fact, whatever direction you choose to go, sooner or later an overseas will always appear. Placing this colour on a wall means for me to choose and indicate that direction, towards the overseas on the wall and towards the overseas in the outer space».

The work Senza Titolo (1990) is composed by a canvas and a granite slab tied together by a steel cable with a slipknot and installed on the wall. Anselmo, in a characteristic gesture of Arte Povera, abandons the traditional categories of art, almost hiding the white canvas behind the stone. With an almost unnatural balance, this suspension from the ground gives a certain lightness, suggesting a decrease in the gravity, while the juxtaposition of the rock with the canvas highlights a dialogue between the sculpture and the space of the painting.

Also on display are two granite sheets, both titled Il Colore e la pietra sono peso vivo (2018). The two vertically inclined works surrender to the force of gravity while remaining laid on the ground and, through an edge, laid against the wall.

Dove le stelle si avvicinano di una spanna in più (2001-2017): three granite blocks raw cut on two sides and split on the other two, laying on the floor create a walkable short path. An invite from the artist to follow the projection that names the work and to walk on the stones to be one step closer to the stars.

Giovanni Anselmo (1934, Borgofranco d’Ivrea, Turin) lives and works in Turin. The first personal exhibition in 1968 was followed by numerous exhibitions in Italian and international museums and institutions, among them the most recent are: Accademia di San Luca, Rome (2019); Fondazione Querini Stampalia, Venice (2017); Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Turin (2016); Musée d’art Modern et Contemporain de Saint-Étienne, France (2015); Kunstmuseum Winterthur, Switzerland (2013); MAMbo, Bologna (2006); Ikon Gallery, Birmingham, UK (2005); Museum Kurhaus Kleve, Germany (2004). In 2016 he was awarded the prestigious Presidente della Repubblica award of the Accademia Nazionale di San Luca; in 1990 he received the Golden Lion. He took part to the Venice Biennale in 1972, 1978, 1980, 1986, 1990 and 2007 and to the Documenta Kassel in 1972 and 1982.

Galleria Alfonso Artiaco
Piazzetta Nilo 7, Napoli
+39 081 497 6072, info@alfonsoartiaco.com, www.alfonsoartiaco.com
Orari: lunedì – sabato 10:00 – 19:00
Ingresso gratuito