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5.-Giulio-Zanet-Senza-titolo-2022-spray-e-pastello-a-olio-su-tessuto-vinilico-cornice-di-metallo-150-x-131-cm

Giulio Zanet. Ecolalia

Gate44, Milano

Supergiovane è lieta di presentare la personale di Giulio Zanet Ecolalia presso la stamperia d’arte Gate44. La mostra è costituita da una serie di nuovi lavori pittorici astratti di grandi dimensioni, realizzati dall’artista su tessuto vinilico a tecnica mista, e un multiplo su carta prodotto in collaborazione con lo spazio. L’esposizione, curata da Daniele Capra, è corredata da una pubblicazione con le immagini delle opere e il testo del curatore.

Il dizionario Treccani definisce l’ecolalia come “l’abitudine di ripetere, parlando, una o più parole della frase”. La parola è usata anche in psichiatria per descrivere il “disturbo del linguaggio consistente nella ripetizione automatica di parole o frasi udite al momento”, condizione che tipicamente si riscontra in coloro che versano in stati demenziali, catatonici o isterici. Nella pratica di Zanet Ecolalia racconta invece la tendenza dell’artista a concepire la pittura come ripetizione processuale di gesti simili, di atti e procedimenti tecnici quasi identici. Quelle dell’artista sono infatti immagini che nascono da una pratica costante nello studio, in una modalità reiterata, non necessariamente consapevole, che viene svolta come un’azione coreutica. Zanet, nel confronto con la superficie, non solo muove ritmicamente l’opera, ma si muove egli stesso ripetendo posture e sintassi come in una danza rapsodica.

Ecolalia raccoglie cinque opere aniconiche realizzate su un supporto inusuale–un tessuto tecnico monocromo a base vinilica, lucido e iridescente–sul quale l’artista è intervenuto con il pastello a olio e lo spray. Sono lavori asciutti ed essenziali, in cui la superficie è dominata dal ludico piacere della scrittura, che si manifesta in forme che al primo sguardo ricordano gli scarabocchi o i tentativi che si fanno quando, in cartoleria, si provano dei pennarelli mai usati prima. Ma, al contrario di quanto accada in quelle situazioni, le forme elaborate dall’artista sono chiuse, finite, circostanziate e perfettamente determinate, anche nella cornice di metallorealizzata da Zanet: sono il frutto di una meditata ri-composizione, in cui l’artista ha imparato agestire il conflitto tra casualità e volontà, tra responsabile libertà e arbitrio capriccioso.

La ricerca di Zanet è caratterizzata da una pratica estensiva della pittura aniconica, contraddistinta dalla centralità dell’aspetto cromatico, che spazia dal lavoro su tela all’uso dei tessuti, dalla scultura all’installazione ambientale. Le sue opere sono caratterizzate da un’alternanza di campiture piatte, macchie di colore, trame e segni gestuali, realizzati nervosamente con lo spray. Si combinano così liberamente sulla superficie geometria, forme fluide e gesto espressivo calligrafico, in un serrato ritmo visivo tra gli elementi in cui armonia e dissonanza si rincorrono senza mai ricomporsi stabilmente.

Giulio Zanet (Colleretto Castelnuovo, 1984) vive e lavora a Correggio.

Gate44
Via Privata Treviso 21, Milano
www.supergiovane.com