Giuseppe Salvatori, Olimpia

Giuseppe Salvatori. Elegia Attica

Mart, Rovereto

Da un’idea di Vittorio Sgarbi

Nel foyer del primo piano, il Mart presenta un nucleo di opere di Giuseppe Salvadori: ventuno tondi in diverso formato dipinti in tempera e acrilico.

Come recita il testo introduttivo alla mostra: “L’opera di Giuseppe Salvatori pone al centro la pittura intesa come riflessione sul tempo e sulla storia della civiltà. Sulle tavole trattate con encausto la mano dell’artista procede con delicato lirismo all’inseguimento delle complicità tra il proprio vissuto e le memorie antiche che in esso risuonano. Il componimento autobiografico, l’elegia, si sposa quindi con la storia stessa della pittura greca di cui la ceramica proveniente dalla regione dell’Attica ci ha lasciato una preziosa testimonianza. Con la stessa sobrietà che riconosciamo alla pittura vascolare Salvatori si inoltra senza timore in un decoro colto e raffinato. Nei quadri appaiono fiori, pugnali, foglie, farfalle, teste equine, astrazioni, mappe e orme che evocano un universo simbolico legato ai colti riferimenti culturali di cui l’artista si propone come interprete e custode.

La sequenza presentata negli spazi del Mart rimanda alla figura di una collana. Allestiti senza soluzione di continuità i tondi suggeriscono un legame tra le forme e le reminiscenze sussurrando un racconto che ondeggia tra il particolare e l’universale, tra l’intera installazione e il singolo quadro”.

Giuseppe Salvatori nasce a Roma nel 1955. Esponente del ritorno alla pittura figurativa alla fine degli anni settanta, nel 1980 partecipa alle due mostre pubbliche ricognitive sulle ultime tendenze dell’Arte italiana contemporanea: a Bologna, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna, con i Nuovi-Nuovi di R. Barilli e a Ferrara, alla Loggetta Lombardesca, con Italiana: la nuova immagine di A. B. Oliva. La sua ricerca espressiva, attraverso l’uso del pastello su tela, nasce da una appassionata rivisitazione dell’Arte italiana del primo quarantennio del novecento, riagganciandosi in special modo alla Metafisica. Salvatori lavora a quadri di architettura, di natura morta e di paesaggio, una poetica fondata sull’opposizione natura-cultura e che si esplica nello stretto rapporto con il mondo letterario di cui condivide progetti e suggestioni. Tra il 1987 e il 1988 passa alla tecnica della tempera, che gli permette di realizzare opere di più ampie dimensioni, come, ad esempio, quelle presentate alla Biennale di Venezia nel 1990. La sua ricerca procede in quella sintesi formale tra figura ed astrazione che animerà tutte le opere a venire. La realtà non viene presa tout-court, ma riconosciuta e investita di nuovi affetti attraverso una sapiente elaborazione formale. Negli ultimi anni l’artista ha privilegiato soggetti di più ampio respiro, a scongiurare una eccessiva frammentazione e varietà di figure, con opere di comunicazione e valori più diretti: Bestie, da F. Tozzi, a Roma alla Temple Gallery nel 2006; Diomira, galleria Marchetti nel 2006; il foscoliano Ultime lettere di Jacopo Ortis, alla galleria De Crescenzo & Viesti; Angelo con intorno contadini del poeta W. Stevens, alla Casa delle Letterature di Roma nel 2008; Xanto da l’Iliade di Omero, Galleria La Nuova Pesa, Roma, 2018; il Virgiliano Perseidi alla Galleria De Crescenzo & Viesti, Roma, 2018. Soggetti trasfigurati in testimoni di una messa in opera sempre rivolta ai sentimenti e alle paure, ai paesaggi e alle visioni di ciò che riconosciamo come luoghi della vita.

MartRovereto
Corso Bettini 43, Rovereto (TN)
+39 0464 438887, info@mart.trento.it, www.mart.trento.it
Orari: mart-dom 10.00-18.00, ven 10.00-21.00, lunedì chiuso
Tariffe: intero 11 Euro, ridotto 7 Euro. Gratuito fino ai 14 anni e persone con disabilità

Copertina: Giuseppe Salvatori, Olimpia, 2019, Collezione privata