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Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1960, pittura ad acqua su tela waterpaint on canvas, 81,5 x 100 cm

Il Numinoso. La tensione al sacro nell’arte italiana. Ipotesi contemporanee

BUILDING e Basilica di San Celso, Milano

Vincenzo Agnetti, Stefano Arienti, Ferruccio Ascari, Francesca Banchelli, Bizhan Bassiri, Alighiero Boetti, Gianni Caravaggio, Gino De Dominicis, Amalia Del Ponte, Chiara Dynys, Lucio Fontana, Gaspare, Francesco Gennari, Arianna Giorgi, Alberto Guidato, Jannis Kounellis, Maria Lai, Sergio Limonta, Marco Andrea Magni, Piero Manzoni, Simone Pellegrini, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori, Nicola Samorì, Ettore Spalletti, Grazia Toderi
A cura di Giorgio Verzotti

BUILDING presenta dal 27 ottobre 2022 al 28 gennaio 2023 la mostra Il Numinoso a cura di Giorgio Verzotti, un progetto espositivo che indaga il senso del sacro nell’arte contemporanea.

Attraverso una selezione di opere realizzate dagli anni Sessanta a oggi, l’esposizione crea un dialogo tra più di venti artisti italiani, da importanti nomi del Novecento fino alle tendenze più recenti: Vincenzo Agnetti, Stefano Arienti, Ferruccio Ascari, Francesca Banchelli, Bizhan Bassiri, Alighiero Boetti, Gianni Caravaggio, Gino De Dominicis, Amalia Del Ponte, Chiara Dynys, Lucio Fontana, Gaspare, Francesco Gennari, Arianna Giorgi, Alberto Guidato, Jannis Kounellis, Maria Lai, Sergio Limonta, Marco Andrea Magni, Piero Manzoni, Simone Pellegrini, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori, Nicola Samorì, Ettore Spalletti e Grazia Toderi.

Riunendo pittura, scultura, fotografia, arte tessile, disegni e installazioni, la mostra si sviluppa lungo i piani espositivi di BUILDING e presso la Basilica di San Celso, dove dal 9 novembre al 22 dicembre alcune opere interagiscono con i suggestivi ambienti di un luogo sacro.

Parallelamente, presso la Galleria Moshe Tabibnia è aperta al pubblico fino al 12 febbraio 2023 la mostra Sacro concreto dedicata al tema del sacro nei tessili antichi, accompagnata da un testo critico di Marco Meneguzzo.

Il termine numinoso, da cui prende il titolo la mostra, si desume dal saggio di Rudolf Otto “Il sacro” (1917), in cui l’autore lo definisce come una presenza extra-razionale, invisibile, potente al punto da incutere terrore e a un tempo da affascinare. Questa ambiguità essenziale è caratteristica del sacro, il quale si manifesta attraverso il numinoso a un soggetto che, secondo Jung, ne viene invariabilmente dominato. Da qui le pratiche religiose, nate fin dai tempi più remoti per “disciplinare” il numinoso, per rendere meno terrifico il sacro, per sublimarlo e controllarlo attraverso i riti delle liturgie.

Il numinoso può dunque essere interpretato come una soglia che consente al soggetto di contemplarlo senza essere annientato dalla sua potenza: possiamo leggere l’opera d’arte come un dispositivo che, similmente all’apparato delle liturgie, “sublima” e “domina” il sacro, familiarizza con esso potendolo pensare, visto che non lo può rendere oggetto dell’esperienza?

Il confronto con l’assoluto, l’apertura al pensiero dell’altrove, dell’Altro, connatura molta creazione artistica contemporanea, o almeno consente di porre l’argomento in questi termini: questione della trascendenza, che anche la visione laica del mondo accetta assumendola come limite della razionalità e della conoscenza scientifica. Sentimento del tempo, desiderio utopico di fermare il suo trascorrere irrimediabile, di battere Chronos e vincere la morte. Paura e desiderio insieme che il terrifico del sacro faccia ancora irruzione nella nostra esistenza regolata e ne scardini le regole. Tutte queste e altre istanze sono presenti nella selezione di artisti e opere che la mostra Il Numinoso propone, non certo per dare delle riposte a simili vertiginosi interrogativi, se mai per riproporli in modo nuovo, alla luce delle intuizioni degli artisti, e per inaugurare un auspicabile nuovo dibattitto. Da Fontana e Manzoni a Pistoletto, De Dominicis e Spalletti fino alle tendenze più recenti, Il Numinoso vuole essere anche, e forse soprattutto, un omaggio all’arte italiana, dal secondo dopoguerra ad oggi.

Il Numinoso. La tensione al sacro nell’arte italiana. Ipotesi contemporanee, BUILDING, Milano, Installation view, Ph Lorenzo Palmieri

From October 27th, 2022 to January 28th, 2023, BUILDING presents the exhibition Il Numinoso curated by Giorgio Verzotti, which explores the sense of the sacred in contemporary art. Featuring a selection of works from the 1960s to the present day, the show forges a dialogue between more than twenty Italian artists, from major names of the twentieth century to more recent ones: Vincenzo Agnetti, Stefano Arienti, Ferruccio Ascari, Francesca Banchelli, Bizhan Bassiri, Alighiero Boetti, Gianni Caravaggio, Gino De Dominicis, Amalia Del Ponte, Chiara Dynys, Lucio Fontana, Gaspare, Francesco Gennari, Arianna Giorgi, Alberto Guidato, Bizhan Bassiri, Maria Lai, Sergio Limonta, Marco Andrea Magni, Piero Manzoni, Simone Pellegrini, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori, Nicola Samorì, Ettore Spalletti and Grazia Toderi.

Bringing together paintings, sculptures, photography, textiles, drawings and installations, it is hosted in BUILDING gallery and in Basilica di San Celso, where from November 9th to December 22th a number of artworks will engage with the atmospheric setting of a holy place.

Simultaneously, Moshe Tabibnia Gallery will host Sacro concreto exhibition, which explores the theme of the sacred in antique carpets and textiles, with a critical text by Marco Meneguzzo.

The term numinous that inspires the title of the exhibition comes from a 1917 essay by Rudolf Otto entitled “The Idea of the Holy”. Otto defines the numinous as a powerful, extra-rational, invisible presence that incites both terror and awe. This essential ambiguity is a defining characteristic of the sacred, which manifests itself through the numinous to a subject that, according to Jung, is invariably overpowered by it. Hence the use of religious practices, developed from ancient times with the idea of “taming” the numinous to make it less terrifying, sublimating and controlling it through liturgical rituals.

The numinous can thus be interpreted as a threshold that allows the subject to contemplate the sacred without being overwhelmed by its power: can we therefore view the work of art as a device that, like the liturgies, “sublimates” and “tames” the sacred, engaging with it intellectually, given that it cannot be experienced?

The encounter with the absolute, and openness to the idea of other dimensions, and the Other, characterizes much of contemporary art, or at least allows us to frame the question in terms of the notion of transcendence, something that even a secular vision of the world accepts, as the limit of rationality and scientific knowledge. Coupled with that is the sense of time’s passing, the utopian desire to stop the relentless clock, to beat Chronos and defeat death, and the fear, together with the desire, that the mighty power of the Sacred might burst into our orderly lives again and overthrow all the rules. All of these elements, and more, inform the selection of artists and works presented in the exhibition, naturally not with the idea of answering any of these big questions, but rather to reframe them in the light of the artists’ intuitions, and start up a new conversation. From Fontana and Manzoni to Pistoletto, De Dominicis and Spalletti to the very latest trends, Il Numinoso also, and perhaps above all, sets out to pay tribute to Italian art, from the post-war period to the present day.

Vincenzo Agnetti, Ritratto di Dio, 1970, feltro bianco con scritta incisa dipinta di argento, 150 x 110 cm, ph. Roberto Marossi, courtesy Fondazione Agnetti, Milano

BUILDING
Via Monte di Pietà 23, Milano
+ 39 02 89094995, www.building-gallery.com
Dal 27 ottobre 2022 al 28 gennaio 2023
Orari: martedì – sabato, 10 – 19

BASILICA DI SAN CELSO
Corso Italia 37, Milano
Dal 9 novembre 2022 al 22 dicembre 2022
Orari: martedì – sabato, 11 – 19

Ufficio stampa: ddlArts
Copertina: Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1960, pittura ad acqua su tela / waterpaint on canvas, 81,5 x 100 cm