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Ketty La Rocca, Senza titolo, libro d’artista, 1974 (particolare) © Archivio Ketty La Rocca Michelangelo Vasta

Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino

La mostra Ketty La Rocca. Se io fotovivo. Opere 1967-1975, curata da Raffaella Perna e Monica Poggi, e realizzata grazie alla collaborazione con l’Archivio Ketty La Rocca, e con il contributo della Galleria Frittellidi Firenze, esplora per la prima volta il rapporto tra Ketty La Rocca (La Spezia 1938 – Firenze 1976) e la fotografia, al fine di porre in evidenza il ruolo cruciale che questo medium ha avuto nel suo modo di rappresentare il corpo e la gestualità e nel documentare la sua attività performativa. Fin dai suoi primi lavori, l’artista utilizza infatti la fotografia sotto forma di collage verbo-visivi, componendo immagini e scritte tratte dai rotocalchi e dalle riviste in circolazione, ma è la pubblicazione del libro fotografico In principio erat nel 1971 a segnare una svolta importante nel percorso dell’artista, che inizia a farsi ritrarre mentre compie gesti con le mani, concentrandosi sulla relazione tra fotografia, corpo e linguaggio verbale. Da quel momento la sua ricerca e il suo orizzonte di riferimenti culturali si allargano e l’attenzione per la comunicazione di massa che aveva contrassegnato la prima fase del suo lavoro, legato all’attività con il Gruppo 70, s’indirizza verso forme espressive primigenie fondate sul corpo, con un’apertura significativa agli studi di antropologia, alla storia delle culture preistoriche e dei rituali extra-europei.

Fra le tematiche da lei trattate, emergono in maniera significativa il ruolo della donna all’interno della comunicazione di massa e un’esplicita critica al capitalismo e all’influenza che la Chiesa ha all’interno della società moderna. Agli immaginari stereotipati dell’editoria femminile che avevano contraddistinto le sue prime ricerche, La Rocca aggiunge al suo repertorio anche immagini storiche, come quelle tratte dagli archivi Alinari, o scientifiche, come nel caso delle Craniologie, dove impiega le radiografie del cranio, sovrapposte a fotografie delle mani o frasi scritte a mano. In questa fase la fotografia assume per lei un ruolo centrale, che la mostra documenta attraverso una selezione di oltre cinquanta opere, datate tra il 1967 e il 1975, che comprendono immagini delle sue performance, opere con i gesti delle mani e le espressioni facciali legate agli studi sulla fisiognomica, lavori realizzati con la macchina xerox, sino alle serie delle già ricordate Craniologie e delle Riduzioni, in cui La Rocca riconduce la fotografia sotto il dominio della soggettività attraverso l’impiego della grafia manuale.

Ad accompagnare la mostra il catalogo edito da Silvana Editoriale. La mostra è organizzata in collaborazione con Archivio Ketty La Rocca | Michelangelo Vasta e con il contributo di Frittelli arte contemporanea.

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, Torino
+39.011.0881151, www.camera.to, camera@camera.to
Orari: lunedì, mercoledì, venerdì – domenica 11.00 – 19.00; giovedì 11.00 – 21.00. Martedì chiuso
Biglietti: intero €10, ridotto €6

Copertina: Ketty La Rocca, Senza titolo, libro d’artista, 1974 (particolare) © Archivio Ketty La Rocca | Michelangelo Vasta