Per la prima volta a Torino, Khalil Rabah realizza specificatamente per gli spazi della Fondazione Merz una nuova edizione del “Palestinian Museum of Natural History and Humankind”, il progetto nomade e in continua evoluzione che l’artista ha inaugurato nel 2003 e portato avanti sino a oggi, presentandolo in diversi luoghi come Istanbul, Amsterdam, Londra, New York, Roma, Atene e Sharjah.
“The Palestinian Museum of Natural History and Humankind” mette in discussione il potere degli organi ufficiali nella scrittura della storia e anche la metodologia espositiva dei musei che presentano il loro contenuto in una prospettiva unilaterale.
Spiega Claudia Gioia, curatrice della mostra: “Il Palestinian Museum of Natural History and Humankind è un museo in costruzione che prende forma all’interno dello spazio che lo ospita, dove il visitatore, attraverso testimonianze ed indizi, può sperimentare il tentativo dell’artista di ricucire un racconto capace di immaginare nuove relazioni con quanto ci circonda.
La collezione si articola seguendo planimetrie immaginarie o reali, arricchendosi di immagini in movimento, fotografie, piccole sculture, contenitori di olio ed espositori davanti cui fermarsi, per cercare quello che la storia non ha ancora detto, o ha detto male e deve essere raccontato di nuovo.”
Ecco dunque che il Museo diventa un interrogativo e il simbolo di come la cultura possa contribuire a riscrivere la storia.
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Khalil Rabah. The Palestinian Museum of Natural History and Humankind
A cura di Claudia Gioia
Per la prima volta a Torino, Khalil Rabah realizza specificatamente per gli spazi della Fondazione Merz una nuova edizione del “Palestinian Museum of Natural History and Humankind”, il progetto nomade e in continua evoluzione che l’artista ha inaugurato nel 2003 e portato avanti sino a oggi, presentandolo in diversi luoghi come Istanbul, Amsterdam, Londra, New York, Roma, Atene e Sharjah.
“The Palestinian Museum of Natural History and Humankind” mette in discussione il potere degli organi ufficiali nella scrittura della storia e anche la metodologia espositiva dei musei che presentano il loro contenuto in una prospettiva unilaterale.
Spiega Claudia Gioia, curatrice della mostra: “Il Palestinian Museum of Natural History and Humankind è un museo in costruzione che prende forma all’interno dello spazio che lo ospita, dove il visitatore, attraverso testimonianze ed indizi, può sperimentare il tentativo dell’artista di ricucire un racconto capace di immaginare nuove relazioni con quanto ci circonda.
La collezione si articola seguendo planimetrie immaginarie o reali, arricchendosi di immagini in movimento, fotografie, piccole sculture, contenitori di olio ed espositori davanti cui fermarsi, per cercare quello che la storia non ha ancora detto, o ha detto male e deve essere raccontato di nuovo.”
Ecco dunque che il Museo diventa un interrogativo e il simbolo di come la cultura possa contribuire a riscrivere la storia.
Fondazione Merz
Via Limone 24, Torino
+39.011.19719437, info@fondazionemerz.org, www.fondazionemerz.org
Orari: martedì – domenica 11-19, lunedì chiuso
Biglietti: € 6,00 intero; € 3,50 ridotto
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