L’Archivio Insorgente. Contronarrazioni e rappresentazioni Genova 2001

L’Archivio Insorgente. Contronarrazioni e rappresentazioni: Genova 2001

Laveronica arte contemporanea, Modica (RG)

Bernadette Corporation, Armin Linke, Emory Douglas, Jonas Staal, Oliver Ressler & Dario Azzellini, Adelita Husni-Bey, Alex Majoli, Lisl Ponger, Carola Spadoni con The Peripatetic Film & Video Archive, Jean-Gabriel Periot, Stefano Serretta con Indymedia Italia Archives, Radio Gap Archives, StorieInMovimento, Archivio Primo Moroni
A cura di Marco Scotini

Laveronica Arte contemporanea è lieta di annunciare l’apertura della mostra L’Archivio Insorgente, presso i propri spazi e Palazzo De Leva, a partire dal 30 dicembre.

Nata in occasione dell’anniversario dei venti anni dal G8 di Genova, la mostra intende chiudere il 2021 non tanto con una memorizzazione necessaria del passato quanto con una sfida urgente ad un presente che vede l’alternativa (ogni alternativa all’impero capitalista) come fallimento. I fatti di Genova del 2001 hanno comunque rappresentato uno spartiacque storico-sociale fondamentale con cui è impossibile evitare il confronto, tanto più oggi.

Concepita da Marco Scotini come un capitolo del più vasto progetto Disobedience Archive (in corso dal 2004), la mostra di Modica raccoglie tutta una serie di documenti visivi, di testimonianze materiali di artisti, fotografi e mediattivisti, soggetti di una pluralità di movimenti sociali, di storie in movimento. Riaprire oggi gli archivi ribelli del passato significa superare l’immagine dell’evento in termini esclusivi di repressione e violenza per riaccedere a quell’insieme di potenzialità connettive e d’azione collettiva autonoma che le narrative ufficiali hanno affossato. Scoraggiare ogni modalità dell’associazionismo antagonista, così come naturalizzare e legittimare lo stato d’eccezione quale forma esclusiva di realismo, è stata l’azione complementare del potere mediatico in questi venti anni. Al contrario, Genova ci appare come l’apogeo di qualcosa piuttosto che la fine di qualcos’altro.

In questo senso, il fatto che la mostra si tenga in Sicilia non è accidentale, come potrebbe apparire, ma intende sottolineare quella costruzione reticolare (per nodi locali) e additiva della crescita del movimento che aveva visto, a fine giugno 2001, Catania quale sede del quarto e più intenso Hackmeeting, dopo quelli di Firenze (1998), di Milano (1999) e di Roma (2000). Scopo di queste controculture del digitale è allora quello di affiancare, alle storiche radio di movimento (Radio Alice su tutte), alle fanzine autogestite e alle emittenti pirata dette telestreet, nuove forme di informazione indipendente e orizzontale, a partire dalla messa in comune delle risorse tecnologiche. Proprio a Catania si incontrano hacker e attivisti di diversa provenienza per lavorare assieme al nucleo storico di Indymedia Italia che, sull’onda di Seattle, troverà il proprio spazio d’azione nelle successive tre giornate di Genova.

Per questo motivo l’articolazione della mostra L’Archivio Insorgente prevede, da un lato, una sede con una time line delle giornate del contro-summit genovese in cui trovano collocazione foto, video, disegni di artisti di diversa nazionalità che presero parte all’evento o, in seguito, cercarono di rielaborarne le proposte, rilanciando i contenuti delle giornate genovesi. Dall’altro lato, una seconda sede è concepita come una sorta di Media Center e ospita al suo interno interi archivi di materiali video, audio, cartacei e web, che raccolgono una pluralità di materiali documentali di contro-informazione e di teoria alla base della protesta del cosiddetto movimento No Global. Questa sede offre la possibilità di consultare, studiare, rileggere pagine e momenti fondamentali della comparsa di nuove soggettività politiche (Tute Bianche e Black Bloc); dell’affermazione di nuove militanze aperte alle lotte dei migranti, dei generi, dei manifestanti civili; della strada come spazio di rivendicazione sociale e oppressione militare; del conflitto sociale come momento inalienabile dell’azione politica; del movimento come spazio aperto e complesso di politicizzazione, sperimentazione di nuove pratiche e linguaggi: di un altro mondo possibile in sostanza. Quando ogni città del mondo risulta sotto assedio e non fa altro che riprodurre – ad un’altra scala ma in ogni giorno e ora – la Genova dei tre giorni di luglio 2001, ecco che Genova cessa di essere un lutto da celebrare per divenire una festa da rinn ovare, come ha già detto qualcuno.

Un ringraziamento speciale al Centro Studi della Contea di Modica per la gentile concessione del palazzo de Leva.

Laveronica arte contemporanea
Via Grimaldi 93, Modica (RG)
+39 09321881704, info@gallerialaveronica.it, www.gallerialaveronica.it
Orari: martedì – sabato 10.00 – 13.00
 e 16.00 – 20.00
Ingresso gratuito