Antonio Canova, Psiche e Amore, 2019 © Luigi Spina

Luigi Spina. Canova. Quattro tempi

Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Dal 17 dicembre 2021 al 18 aprile 2022 un nucleo di fotografie di Luigi Spina tratte dal progetto editoriale “Canova. Quattro tempi”, edito da 5 Continents Editions, è in mostra al Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto nell’ambito dell’esposizione Canova tra innocenza e peccato, – da un’idea di Vittorio Sgarbi e a cura di Beatrice Avanzi e Denis Isaia –, che esplora l’attualità dell’opera di Antonio Canova nei linguaggi contemporanei, dalla fotografia alle esperienze scultoree più recenti, mettendo in luce nessi, dialoghi, continuità e contrapposizioni.

Con la sua opera Canova ha incarnato l’ideale di una bellezza eterna, fondata su principi di armonia, misura, equilibrio, affermandosi come massimo esponente del Neoclassicismo italiano.
Erede della perfezione della scultura greca, ha saputo interpretare le istanze di un’epoca inquieta, a cavallo tra due secoli, dominata dall’Impero napoleonico.
La sua ricerca, ricca di rimandi al passato, si apre così al futuro, lasciando in eredità un ideale esteticoche continua a vivere fino a oggi.

Con oltre 200 opere la mostra Canova tra innocenza e peccato indaga come questa eredità abbia influenzato i linguaggi contemporanei.
Ideata da Vittorio Sgarbi e curata da Beatrice Avanzi e Denis Isaia, presenta alcune tra le più significative esperienze artistiche nel campo della fotografia e della scultura.
Alla ricerca di un ideale di bellezza che lungo il percorso espositivo trova declinazioni diverse: dall’imitazione alla celebrazione, fino alla messa in discussione e alla negazione.

Il progetto editoriale
Canova. Quattro tempi”, edito da 5 Continents Editions è un raffinato atlante visivo che raccoglie la ricerca fotografica di Luigi Spina incentrata sui modelli in gesso di Antonio Canova conservati nella loro quasi totalità all’interno del Museo Gypsotheca di Possagno.

Accompagnando il quadriennio delle celebrazioni canoviane (2019-2022), il progetto editoriale si articola in quattro pubblicazioni, ciascuna dedicata a uno specifico nucleo di modelli scultorei in gesso a dimensione reale che, nel processo creativo di Antonio Canova, assumevano un significato di tutto rilievo costituendo il momento di passaggio e di metamorfosi tra una prima fase ideativa e la vera e propria realizzazione della scultura in marmo.

Se il primo volume è dedicato al dialogo tra Mito e Fede, illustrato da Spina attraverso le fotografie di Amore e Psiche, Paolina Borghese Bonaparte, Venere e Marte, Maddalena Giacente, La Pace e il Compianto di Cristo, la seconda pubblicazione, di recente uscita, si concentra sul Mito: protagoniste sono le opere Danzatrice col dito al mento, Naiade, Pio VII orante, Venere e Adone, Ebe, Endimione dormiente.

Come spiega il fotografo Luigi Spina, “[…] il gesso è, nell’atto del concepimento dell’artista, il momento fragile e variabile del sentire il corpo della scultura”. I gessi non sono ancora opera finita – svelano imperfezioni, ripensamenti, incisioni, il tocco di una spatola o delle mani – ma, nonostante questo, ne contengono tutta la forza e le potenzialità. I chiodini in bronzo (repères) guidano il fotografo e consentono al lettore di perdersi per percorsi anch’essi inediti tra espressioni e gesti, acconciature e pieghe dei panneggi.

Le sequenze fotografiche in bianco e nero realizzate da Spina a contatto con l’opera scultorea consentono allo sguardo del lettore – o del visitatore della mostra – di approfondire ancora una volta quel legame tra luce e plasticità della materia che è uno degli aspetti chiave e peculiari dell’opera del fotografo. “Spina sente il gesso come l’opposto del marmo. La materia dell’imperfezione tattile rispetto a quella incorruttibile, dove domina l’idea e non c’è traccia della manualità”, scrive Vittorio Sgarbi nel secondo volume.

Come evidenzia il sottotitolo del progetto editoriale, la dimensione temporale è uno degli elementi chiave della ricerca fotografica condotta, in solitaria, tra le stanze della gipsoteca di Possagno. Quei “quattro tempi” non vogliono essere unicamente un espediente per declinare la riflessione visiva di Spina nel quadriennio di celebrazioni canoviane. La dimensione temporale ha infatti un’importanza senza pari nella fase creativa e realizzativa dello scultore neoclassico: c’è un prima e un dopo l’opera in gesso. Il prima è lo studio preparatorio; il dopo l’opera finita. Il gesso si pone nel mezzo. Il volume vuole quindi presentare al grande pubblico questa fase così significativa e nel contempo così poco approfondita di Antonio Canova, tra i maggiori scultori di tutti i tempi.

Luigi Spina è fotografo. I suoi principali campi di ricerca sono gli anfiteatri, il senso civico del sacro, i legami tra arte e fede, le antiche identità culturali, il confronto con la scultura classica, l’ossessiva ricerca sul mare, le cassette dell’archeologo sognatore (Giorgio Buchner).
Ha pubblicato oltre 22 libri fotografici di ricerca personale e ha realizzato prestigiose campagne fotografiche per Enti e Musei. Fra i volumi pubblicati, in diverse lingue e distribuiti in tutto il mondo, si citano il progetto sul Foro romano, L’Ora Incerta, Electaphoto (2014); The Buchner Boxes (2014), Le Danzatrici della Villa dei Papiri (2015), Diario Mitico, Cronache visive sulla collezione Farnese (2017), Sing Sing (2020), Canova. Quattro tempi (2020), I Confratelli (2020), tutti editi da 5 Continents Editions; Volti di Roma alla Centrale Montemartini per Silvana Editoriale (2019).
Tra le istituzioni culturali nelle quali ha esposto si segnalano: Museo Archeologico di Napoli; Musei Capitolini di Roma; Museo Campano di Capua; Galleria San Fedele, Milano; Museo MADRE, Napoli; Palazzo dell’EUR, Roma; Reggia di Caserta; MACRO, Roma; Galerie Patrick Mestdagh, Bruxelles; MIAFAIR Milano; Postermostra, Lisbona, Kranj, Slovenia; Gallery of Fine Art Uzbekistan. Sue opere sono conservate ed esposte, in permanenza, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, Aeroporto di Capodichino, Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
La rivista Artribune lo ha nominato miglior fotografo dell’anno 2020.

MartRovereto
Corso Bettini, 43 38068 Rovereto (TN)
800 397760, info@mart.trento.it, www.mart.tn.it
Orari: martedì – domenica 10.00 – 18.00. Venerdì 10.00 – 21.00. Lunedì chiuso
Biglietti: intero 11 €, ridotto 7 €