Michael Höpfner – Unfinished Walks

Michael Höpfner. Unfinished Walks

Galleria Michela Rizzo, Venezia

In occasione della sua prima personale alla Galleria Michela Rizzo, l’artista austriaco Michael Höpfner presenta una serie inedita di disegni, installazioni e collage fotografici generati in seguito alle camminate percorse in questi ultimi anni.

La pratica artistica di Höpfner si può considerare di carattere esperienziale e si basa esclusivamente sul camminare nella natura. La sua ricerca errante si concretizza in artefatti generati da un percorso personale e solitario attraverso territori sconosciuti e remoti. Munito solo di pochi elementi necessari alla sopravvivenza, come zaino e tenda, e di altri necessari alla sua arte, come macchina fotografica e taccuino, l’artista trascorre lunghi periodi a contatto con la natura, immergendosi e lasciandosi guidare dal luogo. In questa indagine nomade, è la tenda a diventare il suo studio, sede di sperimentazione e concretizzazione della sua pratica.

La ricerca di Höpfner inizia dalle regioni del Tibet, che l’artista attraversa a piedi, e arriva più recentemente in Europa dove, partendo dal suo studio a Vienna e seguendo fiumi e antichi sentieri, l’artista raggiunge le regioni sud orientali del vecchio continente.

Come suggerisce il titolo della mostra, Unfinished walks, queste escursioni hanno punti di partenza e percorsi prestabiliti, che verranno poi regolarmente abbandonati con l’entrata in scena della casualità da cui l’artista ama farsi guidare, abbandonandosi ai fattori esterni che intervengono sul suo cammino.

Agosto 2004, Tibet occidentale. Stavo camminando, da solo, su un sentiero che mi avrebbe portato dopo circa dieci giorni alla sorgente del fiume Indo. Non l’ho mai raggiunto.
Il terzo giorno, alla mattina presto, ho iniziato a seguire una donna nomade coperta da un enorme cappotto di pelle foderato di pelliccia che trasportava una piccola borsa. Camminando veloce toccò alcune formazioni rocciose e lasciò scorrere le dita tra i pochi cespugli lungo la strada. A un certo punto si fermò e si chinò lentamente davanti a una roccia.

Negli ultimi due anni, durante le escursioni di una settimana o più, ho ritrovato questa sensazione distaccata dal mondo umano. Ma questi altri mondi, come la superficie sabbiosa di un altopiano che sto attraversando, una poiana che guardo sopra di me o un albero sotto cui dormo, sono tutti intorno a me: non c’è bisogno di creare un nuovo ambiente, non c’è bisogno di immaginare un nuovo universo personale. Camminare da soli può renderlo visibile.

Ogni passo che compio, lungo una riva fangosa di un fiume in Albania oppure su una strada asfaltata lungo le secche spiagge occidentali della Paratetide, mi conduce in una dimensione del tempo e del luogo che non è umana, ma può solo essere osservata e interpretato dagli esseri umani. Quindi, questi nuovi lavori sono la visione silenziosa di uno spettatore che cammina, piuttosto che una narrazione o documentazione di un’esperienza. Nessuna di queste ultime passeggiate è finita, ma ognuna è da continuare.

Galleria Michela Rizzo
Isola della Giudecca 800 Q, Venezia
041 8391711, info@galleriamichelarizzo.net, www.galleriamichelarizzo.net
Orari: martedì – sabato 11.00 – 18.00
Ingresso gratuito