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Silvia-Rosi-Neither-Could-Exist-Alone-2-2021.-Courtesy-the-artist

Othello De’Souza-Hartley & Silvia Rosi. Intimations

Matèria, Roma

A cura di Alessandra Migani

Matèria è lieta di presentare Intimations, la prima doppia personale a Roma di Othello De’Souza-Hartley e Silvia Rosi, curata da Alessandra Migani.
La mostra – che inaugurerà giovedì 7 luglio 2022 – è realizzata in collaborazione con Autograph ABP e la Collezione Donata Pizzi. La Collezione Donata Pizzi nasce con lo scopo di promuovere la scoperta e la conoscenza delle più straordinarie e originali fotografe italiane.
Le opere che compongono la collezione testimoniano dei mutamenti significativi della storia politica e sociale italiana degli ultimi 50 anni, portati in primo piano dagli sviluppi concettuali, estetici e tecnologici della fotografia.
Intimations nasce dall’idea di indagare il lavoro dei due artisti rispetto a un progetto originariamente commissionato da Autograph ABP di Londra nel 2020 per rispondere agli effetti della pandemia. Dal 1988, Autograph, precedentemente nota come Association of Black Photographers, è un’agenzia che sostiene il lavoro di artisti che si avvalgono di fotografia e cinema per evidenziare questioni di razza, rappresentazione, diritti umani e giustizia sociale.
Othello De’Souza-Hartley e Silvia Rosi sono accomunati dall’utilizzo magistrale dell’autoritratto fotografico, dall’indagine introspettiva e dalla performance, presi in una dimensione di sospensione forzata, evocano, con il loro lavoro, un forte senso di intimità, solitudine, isolamento e incertezza.
De’Souza-Hartley e Rosi vivono il primo lockdown londinese del marzo 2020 con uno stato emotivo significativamente differente.
De’Souza-Hartley subisce l’improvvisa perdita di suo padre a causa di complicazioni legate al virus Covid-19. La proposta che riceve da Autograph ABP – e con lui altri nove artisti – di creare un lavoro in risposta alla pandemia, si trasforma in un’occasione per affrontare il lutto oltre che alla possibilità, insperata, di ‘attraversare il dolore’.
L’artista si confronta da subito con l’assenza del padre. Le foto che scatta riproducono l’immobilità e il silenzio. E poi c’è il tempo: un tempo nuovo, dilatato, penetrabile. L’artista affronta il lutto, ma lo vive in isolamento forzato, per cui le lunghe giornate in casa, l’albero che ogni giorno vede dalla sua finestra acquistano una una forza incredibile.
Mentre la specie umana vive rintanata e impaurita da un virus, la natura offre un anelito di vita, uno spazio meditativo. Così l’artista decide di filmare l’albero che gli ha regalato una possibilità di trasformazione. Blind but I can see – video in mostra – riflette su quanto, sempre più spesso, diventiamo ciechi rispetto a quello che sta di fronte agli occhi, presi dalle incombenze quotidiane.
Anche Silvia Rosi si trova ad affrontare il lockdown, nel suo caso, all’interno del suo appartamento londinese, dove i gesti quotidiani, fatti spesso senza neanche pensarci, diventano movimenti misurati, pensati, vissuti, ritualizzati.
Rosi decide di ‘attraversare’ l’inquietudine di quei giorni rimettendola in scena; costruisce fisicamente un cubo/stanza nella quale rientrare e re-immaginarsi solamente quando è pronta a rivivere quei momenti e a fotografare. Neither could exist alone prende forma e si espande verso una riflessione sulle strutture che costruiamo attorno a noi, credendo ci possano proteggere dalla sofferenza e, invece, ci isolano trasformando inevitabilmente le relazioni umane.

Othello De’Souza-Hartley è nato a Londra dove tuttora risiede. Ha studiato fotografia presso la Central St Martins e ha poi conseguito un Master in Fine Art presso il Camberwell College of Art. Il suo background nel teatro e nella danza contemporanea è evidente in gran parte del suo lavoro. L’artista esplora il corpo umano – avvalendosi specialmente dell’autoritratto come strumento d’indagine introspettiva e performativa – prendendo ispirazione dai maggiori dipinti classici. La sua pratica poliedrica comprende fotografia, video, performance, disegno e pittura. De’Souza-Hartley è il destinatario di una serie di commissioni tra cui: Museum of Liverpool, National Portrait Gallery, Photographers’ Gallery, V&A, Camden Arts Centre e Autograph ABP.

Nata a Scandiano (Italia), Silvia Rosi è un’artista che vive e lavora tra Londra, Modena e Lomé. Si è laureata alla London College of Communication nel 2016 con un BA (Hons) in Fotografia. Il suo lavoro ripercorre la sua storia familiare attingendo alla sua eredità togolese e all’idea delle origini. In particolare il medium dell’autoritratto fotografico le ha permesso, nei progetti recenti, di esplorare il tema della famiglia attraverso degli scatti in cui interpreta i propri genitori, raccontando così la loro esperienza di migrazione – dal Togo all’Italia. Le sue immagini sono parzialmente ispirate dalla tradizione del ritratto in studio dell’Africa occidentale. Il suo lavoro è stato pubblicato, tra gli altri, da Foam e British Journal of Photography e selezionato per residenze internazionali quali YGBI Research Residency (Firenze, 2021) e Thread Cultural Center and Residency (Sinthian, 2020). Nel 2020 vince il Jerwood/Photoworks Awards come talento emergente e nel 2022 è una dei tre finalisti del Maxxi Bvlgari Prize Award.

Othello De’Souza-Hartley, Absence triptych right, 2020. Courtesy the artist

Matèria is pleased to present Intimations, the first double solo show in Rome by Othello De’Souza-Hartley and Silvia Rosi, curated by Alessandra Migani.
The exhibition – set to open on Thursday July 7, 2022 – is organised in association with Autograph and the Donata Pizzi Collection. Collezione Donata Pizzi was founded with the purpose of promoting the discovery and understanding of the most outstanding and original Italian female practitioners.
The works that compose the collection bear witness to the significant moments that have occurred in the last 50 years within the history of Italian photography by bringing to the forefront the conceptual, aesthetic and technological developments that have shaped this time-frame.
Intimations is born from the idea of further ​​investigating the work of the two artists, originally commissioned by Autograph, London, for ‘Care, Contagion, Community – Self & Other’ (2020/2021) in response to the effects of the pandemic. Since 1988, Autograph, formerly known as the Association of Black Photographers, has been an agency that supports the work of artists who use photography and film to highlight issues of race, representation, human rights and social justice.
Othello De’Souza-Hartley and Silvia Rosi are united by the masterful use of the photographic self-portrait, by the introspective investigation and by the performance, taken in a dimension of forced suspension, evoking, with their work, a strong sense of intimacy, solitude, isolation and uncertainty. De’Souza-Hartley and Rosi experience the first London lockdown in March 2020 with a significantly different emotional state.
De’Souza-Hartley suffers the sudden loss of his father due to complications related to the Covid-19 virus. The proposal he receives from Autograph – and with him nine other artists – to create a work in response to the pandemic, turns into an opportunity to face mourning as well as the unlikely feat of ‘moving beyond the pain’. In approaching the commission, the artist unhesitatingly confronts the absence of his father. The photographs taken reproduce stillness and silence. And then there is time: new, dilated, penetrable. The artist faces his mourning, yet lives it in forced isolation, allowing the long days at home and the tree he sees from his window every day, to acquire incredible strength symbolism. While the human species lives holed up and afraid of a virus, nature offers a longing for life, a meditative space. Through this realisation, the artist decides to focus his gaze on the tree that gave him a chance for transformation. Blind but I can see – video on show – reflects on how much, with increasing frequency, we become blind to what is in front of our eyes, taken up by our daily commitments.
Likewise Silvia Rosi also faced lockdown, in her case in the isolation of her London apartment, where everyday gestures turned into measured, pondered, experienced and ritualized movements.
Rosi decides to wade through the anxiety of her confinement by setting a stage for her actions, and does so physically by building a cube / room in which to re-enter and re-imagine herself only when she feels ready to tackle and depict the themes and feelings identified during such an abnormal period. ‘Neither could exist alone’ takes shape around and expands towards a reflection on the structures we build around us, believing they can protect us from suffering and, instead, isolate us; inevitably transforming human relationships.

Othello De’Souza-Hartley was born in London where he still resides. He studied photography at Central St Martins and went on to gain an MA in Fine Art at Camberwell College of Art. His background in contemporary theatre and dance is evident in much of his work. The artist explores the human body – especially using self-portraiture as a tool for introspective and performative investigation – taking inspiration from major classical paintings. His multifaceted practice includes photography, video, performance, drawing and painting. De’Souza-Hartley is the recipient of a number of commissions including: Museum of Liverpool, National Portrait Gallery, Photographers’ Gallery, V&A, Camden Arts Centre and Autograph ABP.

Born in Scandiano (Italy), Silvia Rosi is an artist who lives and works between London, Modena and Lomé. She graduated from the London College of Communication in 2016 with a BA (Hons) in Photography. Her work traces her family history by drawing on her Togolese heritage and the idea of origins. In particular, the medium of the photographic self-portrait has allowed her, in recent projects, to explore the theme of family through shots in which she portrays her parents, recounting their experience of migration – from Togo to Italy. Her images are partially inspired by the West African studio portrait tradition. Her work has been published by Foam and the British Journal of Photography, among others, and selected for international residencies such as YGBI Research Residency (Florence, 2021) and Thread Cultural Centre and Residency (Sinthian, 2020). In 2020 she won the Jerwood/Photoworks Awards as an emerging talent and in 2022 she was one of the three finalists for the Maxxi Bvlgari Prize Award.

Matèria
Via dei Latini 27, Roma
+39 3318336692, contact@materiagallery.com, www.materiagallery.com
Orari: dal martedì al sabato 11.00 – 19.00
Ingresso gratuito

Copertina: Silvia Rosi, Neither Could Exist Alone, 2021. Courtesy the artist