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Rob Pruitt. Masks

Massimo De Carlo, Milano

Massimo De Carlo presenta Masks, la nona mostra di Rob Pruitt con la galleria e la prima personale negli spazi espositivi di Palazzo Belgioioso a Milano. Questa nuova mostra di Pruitt presenta una nuova serie di dipinti di volti, la cui ispirazione deriva da una serie di costumi teatrali per uno spettacolo di danza mai realizzato. Il corpo di lavori ha avuto inizio con le tele più piccole, delle dimensioni di un volto umano, che sarebbero state indossate dai ballerini come maschere di scena. Con queste nuove opere Pruitt continua la propria ricerca decennale nella rappresentazione della complessità della personalità e delle emozioni umane attraverso linee e soluzioni essenziali, gesti rapidi su campi sfumati. In questi nuovi dipinti i lineamenti del viso sono realizzati tagliando la tela con un rasoio: distruttivi e creativi insieme, questi gesti si sposano con un accumulo di sfumature, motivi geometrici e stampe che danno vita a un personaggio e al suo carattere.

Nel corso della sua carriera Rob Pruitt ha affinato la propria capacità di ragionare sulla cultura e la società attraverso la reinterpretazione di oggetti e strumenti di uso comune, filtrati da un pungente senso dell’umorismo e un’ironia beffarda. Attratto da tecniche profane e dall’utilizzo di strumenti quotidiani (molto più di tanti artisti a lui contemporanei) Pruitt pone la sua pratica artistica ai confini del mondo dell’arte, come anche il titolo della sua retrospettiva del 2013 all’Aspen Art Museum gli ha riconosciuto: Rob Pruitt: an American Folk Artist. Le fonti d’ispirazione dei suoi nuovi dipinti di maschere si ritrovano in mondi periferici all’arte istituzionale, dalle zucche di Halloween intagliate al lavoro di Mummenschanz, compagnia teatrale svizzera; dai collage di Enrico Baj alle maschere fatte con sacchetti di carta di Saul Steinberg, ben documentate dalle foto di Inge Morath raccolte in Le Masquerade.

Le idee alla base della serie sulle maschere di Saul Steinberg ben si adattano alla motivazione che sottende ai nuovi dipinti di Pruitt: inserirsi nel discorso sulle intenzioni del travestimento e sulle modalità socialmente accettate con cui si può metaforicamente indossare una maschera, inventandosi nuove personalità per se stessi attraverso costumi, trucco, acconciature e altri camuffamenti. Lo stesso Steinberg affermava che ‘la maschera è una protezione contro la rivelazione’. Nel corso di quest’anno, l’idea che le maschere siano uno strumento di protezione è diventata nota a tutti. A causa della pandemia in corso, è infatti solo quando indossiamo una maschera che ci sentiamo al sicuro muovendosi in ambienti frequentati e luoghi pubblici. Quando finalmente saremo di nuovo in grado di mostrare i nostri volti senza alcuna barriera, saranno gli stessi che ricordavamo?

Un nuovo gruppo di mobili recuperati, customizzati e rivestiti di una moltitudine di nastri colorati, domina lo spazio della galleria. Con un allestimento concepito da Christoph Radl, la mostra si trasforma in un cinema dinamico e anti-funzionale, come a fornire un’alternativa ai cinema tradizionali, costretti a chiudere a causa delle restrizioni per il Coronavirus. Con questa installazione i mobili di Rob Pruitt sembrano assistere silenziosi allo spettacolo dei quadri dell’artista americano e ricordano agli spettatori i tempi insoliti e solitari in cui sono stati creati.

Rob Pruitt è nato a Washington D.C. nel 1964, ha studiato al Corcoran College of Art and Design di Washington D.C. e alla Parsons School of Design di New York. Vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato incluso in numerose mostre museali, tra cui: una recente mostra alla Rebuild Foundation, Chicago (2019); Kunsthalle Zurich, a cura di Daniel Baumann, Zurigo (2017); Fondazione Brant, Greenwich, (2015); una retrospettiva di metà carriera all’Aspen Art Museum, Aspen (2013); Dallas Contemporary, Dallas (2011); Museum of Contemporary Art, Detroit (2015); Kunstverein, Friburgo (2012); Le Consortium, Dijon (2002). Tra le mostre collettive a cui ha partecipato con il suo lavoro vi sono: From Day to Day, de la Cruz Collection, Miami (2019); The Shadows Took Shape, The Studio Museum di Harlem, New York (2013); Pop Life, Tate Modern (2009); Mapping the Studio, Punta Della Dogana / Palazzo Grassi, Venezia (2009). Nel 2009 Pruitt ha inaugurato i Rob Pruitt’s Annual Art Awards al Solomon R.Guggenheim Museum, un premio per il mondo dell’arte su modello degli Oscar. Nel 2011 gli è stato commissionato dal Public Art Fund The Andy Monument, una scultura cromata di Andy Warhol (con borsadella spesa) a Union Square,a New York, nei pressi dell’allora Factory di Warhol.

Massimo De Carlo presents Masks, Rob Pruitt’s 9th exhibition with the gallery and first solo show at the Palazzo Belgioioso space in Milan. Pruitt’s exhibition centres on a new painting series of faces, initially conceived as props for a dance performance that never was. The body of work began with the smaller canvases which are scaled to the human face and were to be held by the dancers as masks. Reimagining a project that began a decade ago of quick gestures over gradient fields, Pruitt continues his pursuit of depicting the complexities of personality and emotion through these simple means. With these new paintings, the facial gestures are cut into the canvas with a razor – destructive and creative at the same time, these gestures are married to an accumulation of gradients, patterns, and prints to create a character.

Throughout his career Rob Pruitt has fine-tuned his ability to express nuanced ideas about culture and society through re-interpretation of common objects and materials, all filtered through a sense of humor and irony. We can see this recognition of practice with the titling of his Aspen Art Museum retrospective in 2013, Rob Pruitt: an American Folk Artist. Pruitt sees his practice existing towards the edges of the art world, being drawn more to outsider techniques and commonplace media choices than most of his contemporaries. With his new mask paintings, Pruitt’s aesthetic influences are similarly positioned along the periphery, including carved jack-o-lanterns, Mummenschanz, a Swiss theatre troupe, the collage paintings of Enrico Baj, and Saul Steinberg’s paper bag masks as documented in Le Masquerade by Inge Morath.

The ideas Saul Steinberg discusses regarding his Mask Series are similar to the way Pruitt views the impetus for his new paintings; adding to the discourse about the intentions of disguise and the accepted ways one can metaphorically wear a mask or invent new personas for themselves through costume, makeup, hairstyles, and other facades.  Steinberg himself says ‘The mask is a protection against revelation.’ The idea of masks being used as protection has made an explicit entrance into all of our lives this past year. As we fear to go outdoors or in public settings because of Coronavirus, it’s only when we have a mask on that we feel safe. When we’re finally able to show our unguarded faces to each other again, will they be the same as we remembered?

A new group of reclaimed furniture costumed and covered with a multitude of colored tapes dominates the gallery’s floor. The exhibition was designed by Christoph Radl, transforming the gallery into a vibrant, anti-functional cinema, replacing those forced to close due to Coronovirus restrictions. This installation design simultaneously makes Pruitt’s empty chair sculptures the captive audience for his mask paintings and reminds the viewer of the strange and isolating times in which they were created.

Rob Pruitt was born in Washington D.C. in 1964, and studied at the Corcoran College of Art and Design in Washington D.C. and Parsons School of Design in New York. He lives and works in New York. His work has been included in numerous museum solo exhibitions, including a recent exhibition at Rebuild Foundation, Chicago (2019); Kunsthalle Zurich, curated by Daniel Baumann, Zurich (2017); Brant Foundation, Greenwich, (2015); a mid-career retrospective at Aspen Art Museum, Aspen (2013); Dallas Contemporary, Dallas (2011); Museum of Contemporary Art, Detroit (2015); Kunstverein, Freiburg (2012); Le Consortium, Dijon (2002); and group shows such as: From Day to Day, de la Cruz Collection, Miami (2019); The Shadows Took Shape, The Studio Museum in Harlem, New York(2013); Pop Life, Tate Modern (2009); Mapping the Studio, Punta Della Dogana/Palazzo Grassi, Venice (2009). In 2009, he debuted the Rob Pruitt’s Annual Art Awards at the Solomon R. Guggenheim Museum, an award show for the art world fashioned after the Oscars. In 2011, he was commissioned by the Public Art Fund to install The Andy Monument, a highly polished chrome sculpture of Andy Warhol (replete with shopping bags) in New York’s Union Square, near the site of Warhol’s Factory.

Massimo De Carlo, Milano
Piazza Belgioioso 2, Milano
+39 02 70003987, press@massimodecarlo.com, www.massimodecarlo.com
Orari: su appuntamento da martedì a sabato 11:00 – 18:30
Ingresso gratuito