Serena Vestrucci, Testa di cavolo, 2021

Serena Vestrucci. Fioritura

Renata Fabbri arte contemporanea, Milano

Con un testo critico di Marco Arrigoni

Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Fioritura, prima mostra personale di Serena Vestrucci (Milano, 1986) in galleria. La mostra, che inaugura la recente collaborazione fra l’artista e la galleria, mette in relazione due opere inedite – una famiglia di sculture e una serie di disegni – concepite in dialogo con gli spazi espositivi che le accolgono.

Scavando nell’interstizio dell’esperienza quotidiana e ispirandosi ad incontri inaspettati con oggetti comuni, la ricerca di Serena Vestrucci interroga e trasforma l’ordinario, attraverso l’utilizzo di molteplici processi artistici e paradossi linguistici. Attratta da oggetti, immagini, materiali, concetti e situazioni appartenenti alla quotidianità, l’artista fa di questi il soggetto e la materia prima dell’esperienza artistica. Modificati e traslati in campi di azione diversi dal loro contesto di origine, Vestrucci focalizza l’attenzione su di essi, mutandone la percezione e caricandoli di nuovi significati in una poetica istantanea e illusoria, appena visibile e solo apparentemente semplice.

In occasione della propria personale negli spazi della galleria Renata Fabbri, l’artista crea un lavoro in cui l’ovvietà del quotidiano incontra la complessità dell’esistenza umana in uno spaesamento allusivo e, tipicamente, scherzoso. In mostra, nelle sale principali, giacciono silenziosamente a terra dodici Teste di cavolo, sculture in bronzo ricavate dal calco in scala 1:1 di una famiglia di cavoli (cavolo rosso, cavolo cappuccio, broccolo, cavolfiore, verza, cavoletti di Bruxelles) sulla cui superficie si scorgono sembianze umane. Le opere, appartate e solitarie, presentano un catalogo immaginario di piccole figure offese, insultate, schernite e pertanto emarginate, allontanate e respinte. I personaggi, dispersi e accantonati negli ambienti spogli della galleria, se ne stanno ognuno per conto proprio; introversi e schivi, lasciano affiorare ritratti vulnerabili e anti-monumentali. Il riscatto da tale senso di isolamento e solitudine ha luogo al piano sottostante, dove un insieme di piccole macchie rivela un’immagine resa possibile grazie alla vicinanza e all’accostamento di queste ultime. Batter d’occhio è un disegno corale: una moltitudine di tracce di battiti di ciglia replicati e fermati dall’artista su ampi fogli di carta installati a parete. Qui le ciglia sono pensate da Vestrucci come pennelli che ognuno ha costantemente a disposizione e che, nel loro incessante movimento, lasciano segni incontrollati che graffiano l’aria. Il loro battito, istantaneo e inafferrabile, rimanda alla durata rapida e transitoria che intercorre tra uno sguardo e l’altro, allo stesso modo in cui è la nostra presenza: momentanea e fuggevole. Un richiamo alla collettività.

Vestrucci adotta l’espressione fioritura per descrivere il dialogo fra le opere in mostra che, poste su piani distinti, sono destinate a non incontrarsi mai. Nello specifico, prima che le teste di cavolo fioriscano si concentra al loro interno il maggior numero di vitamine, microelementi e sostanze utili. Con la fioritura esse perdono gran parte del loro valore nutrizionale: la pianta inizia a spendere le sue energie nella produzione di semi, i gambi perdono umidità, diventano duri e fibrosi, e le foglie si fanno amare. Non da ultimo: fioritura è il termine tecnico utilizzato nella letteratura scientifica per indicare, nel campo delle problematiche relative al restauro del libro, un processo di degradazione e invecchiamento della carta, che si manifesta con l’apparizione più o meno estesa di aree, macchie e puntinature. Tali pigmentazioni si presentano in genere di piccole dimensioni.

Semplice e allo stesso tempo complesso, il progetto concepito da Serena Vestrucci per la galleria Renata Fabbri, è capace, come tutti i suoi lavori, di creare rarefazione, silenzio e dialogo tra gli elementi presentati, tra noi e loro, tra noi stessi. Le opere, dal carattere ironico, ma al tempo stesso tragico e poeticamente violento, sembrano, in punta di piedi, prendersi gioco degli aspetti più normali dell’esistenza, ponendoci di fronte a situazioni tanto banali quanto intrinsecamente veritiere. A partire dal titolo stesso: in apparenza un rimando alla vita spontaneo, immediato, quasi scontato e atteso, e invece questa fioritura si scopre essere segno di invecchiamento, disfacimento, macero. Sembra tutto immediato, invece è tutto nascosto.

Renata Fabbri arte contemporanea
Via A. Stoppani 15/c, Milano
+39 02 42449047, info@renatafabbri.it, www.renatafabbri.it
Orari: martedì – sabato 15.30 – 19.30. Lunedì su appuntamento
Ingresso gratuito

Immagine di copertina: Serena Vestrucci, Testa di cavolo, 2021, bronzo, quattro mesi, dimensioni variabili. Fotografia di Alberto Fanelli. Courtesy l’artista e Renata Fabbri arte contemporanea.