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Fondazione Nicola Del Roscio . Ph. Daniele Molajoli

Silvia Giambrone. Certe cose

Fondazione Nicola Del Roscio, Roma

“Certe cose sono come la Bellezza che è morta da tempo:
solo l’acqua profonda del pozzo può lavarle e destarle.” Emanuel Carnevali

Non sempre gli oggetti mantengono le loro funzioni originarie. Questi, una volta cessata la loro neutralità, mutano il significato che a loro viene attribuito, possono diventare “Certe Cose”,  trasmettendoci sensazioni e risonanze emotive del tutto inconsuete. Certe volte, quegli stessi oggetti diventano simbolo di inquietudini. Altre volte sono portatori di valori condivisi ed eredità culturali. Come un colletto ricamato, o o un paio di posate.  “Certe Cose” sono silenziose e sole, celano meccanismi sottesi di potere e assoggettamento. Le stesse opere in mostra non hanno bisogno di un legame che le connetta, vivono come entità a sé stanti.
Accostando l’architettura asettica della video-performance, alla light box appesa a parete, l’artista non vuole creare un discorso unitario tra le opere quanto una riflessione su quello che “Certe Cose” ci trasmettono, scatenando una eco diversa in ognuno di noi. In questo modo Cutlery (2016) ci riporta ad un ambiente domestico e familiare, allo stesso tempo ambiguo e disturbante. In Atto unico per mosche (2018), prodotto dalla Fondazione Pietro e Alberto Rossini di Briosco, torna l’idea di risonanza e corrispondenza tra persone ed oggetti, spazio e tempo. Protagoniste del film sono due donne, che si relazionano senza incontrarsi.
Collar 6 (2022) mostra la radiografia di un oggetto familiare e universalmente riconosciuto come un colletto ricamato, come un segno penetrato nel corpo, la cui potenza simbolica fa emergere la sua provenienza culturale. L’atto del ricamo, infatti, storicamente concepito come una pratica tradizionale femminile, diviene un oggetto-segno, che secondo il pensiero di Judith Butler, è performativo e si scrive sul corpo, costruendone la sua identità.

Il nuovo corso del format #Project Room dà la possibilità di entrare ancor più nel vivo del processo creativo dell’artista: Silvia Giambrone apre questa mostra con un momento di lettura di alcune poesie e testi, come “Certe Cose” di Emanuel Carnevali. Si tratta di una serie di scritti dove l’artista ha ritrovato una risonanza con le sue opere, che si fanno espressione dell’introiezione dei rapporti di potere. Il pubblico è così invitato a prendere parte al vissuto emozionale dell’artista.

#ProjectRoom è un format di Fondazione Nicola del Roscio, nato nel 2019 di pari passo con lo
spazio, che si è sviluppato fino ad ora sempre in concomitanza di altre mostre.
#ProjectRoom, in origine era circoscritta ad un unico ambiente della Fondazione; oggi si svincola dall’idea di un luogo specifico, per configurarsi come possibilità per l’artista di scegliere la sua area di intervento, creando rimandi e interazioni del tutto inaspettate.
#ProjectRoom è un luogo a sé, distinto dalle eventuali mostre in corso, autonomo per riflessioni dell’autore, ma in simbiosi con lo spirito e gli obiettivi della Fondazione stessa: la promozione dell’arte in tutte le sue forme espressive.
#ProjectRoom si pone l’obiettivo di uscire dalla propria sede per entrare direttamente in contatto con lo spettatore, occupando luoghi fisici anche esterni alla Fondazione.
#ProjectRoom sono una serie di appuntamenti di durata variabile, dislocati nel tempo, che non vogliono seguire il tradizionale assetto di una programmazione specifica.

Silvia Giambrone. Il suo lavoro è stato protagonista di numerose mostre collettive in tutto il mondo, tra cui FAFF – The Fine Art Film Festival, Venice Institue of contemporary art, Venice, Los Angeles ed FFF – Female Film Festival, Los Angeles, Toronto (2022); Mascarilla 19 – Codes of domestic violence presentato al Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia e Castello di Rivoli Museo d’arte Contemporanea, Torino nel 2021 e presso il MAXXI, Roma nel 2021; Io dico Io, La Galleria Nazionale, Roma (2021);  Young Italians 1968 – 2018 presso l’Istituto Italiano di Cultura, New York, NY, USA (2018); Il corpo è un indumento fragile, a cura di Paola Ugolini, Museo del Novecento, Firenze, Italia (2018); Time is out of Joint, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, Italia (2017); W. Women in Italian Design, IX Triennale Design Museum, Milano, Italia (2016); e Diversi Muri: An Homage to NOF4, Istituto Svizzero di Arte Contemporanea, Roma, Italia (2014). Mostre personali si sono tenute presso la Fondazione Rossini, Briosco, Italia (2018); Italienisches Kultur Institut, Colonia, Germania (2015); Museo Nazionale di M. K. Čiurlionis, Kaunas, Lituania (2015); e Museo MAR, Ravenna, Italia (2013). Nel 2022 ha vinto il Best Performance art Award, FAFF – The Fine Art Film Festival, Venice Institue of contemporary art, Venice, Los Angeles Best Cinematography Award, FFFF – Feedback Female Film Festival, Los Angeles, Toronto. Nel 2019 le è stato conferito il prestigioso Premio VAF, assegnato dalla Fondazione Tedesca agli artisti italiani di età inferiore ai 40 anni. Nel 2021 ha collaborato con la collezione Dior AI 2021-2022, realizzando l’esclusiva installazione ‘Hall of Shadows’ al Palazzo di Versailles.


With Silvia Giambrone’s exhibition Some Things, La Fondazione Nicola Del Roscio is presenting from Thursday 15 September 2022 to Friday 7 October 2022 the first in the series of Project Room shows, in the spaces at Via Crispi 18.
With the Project Room, the Fondazione Nicola Del Roscio is taking the project in a new direction, with the aim of turning it into an observatory of contemporary Italian art. The artists are invited to intervene through projects of experimentation and research into the most pressing themes of the present day.

“Certe cose sono come la Bellezza
che è morta da tempo: solo l’acqua profonda del pozzo può lavarle e destarle.”
Emanuel Carnevali

Objects do not always retain their original functions. Once they have lost their neutrality, the meaning that is assigned to them changes. They can become ‘Some Things’, conveying to us sensations and emotional resonances that are wholly unaccustomed. At times, those same objects become symbols of unease. At others they are bearers of common values and cultural legacies. Like an embroidered collar, or a couple of pieces of cutlery.  ‘Some Things’ are silent and alone, concealing underlying mechanisms of power and subjugation. The works on display have no need of a link to connect them. They exist as entities in their own right.
By combining the aseptic structure of the video-performance with the light box hung on the wall, the artist’s aim is not so much to establish a single discourse covering all the works as a reflection on what ‘Some Things’ mean to us, stirring a different echo in each of us. In this way Cutlery (2016) brings us back to a domestic and familiar setting, but one that is at the same time ambiguous and disturbing. In Atto unico per mosche (One-act Play for Flies, 2018), produced by the Fondazione Pietro e Alberto Rossini of Briosco, the idea returns of resonance and correspondence between persons and objects, space and time. The protagonists of the film are two women, who relate to one another without meeting.

Collar 6 (2022) presents the x-ray of a familiar and universally recognised object like an embroidered collar as a sign that penetrates into the body, one whose symbolic power makes its cultural origin evident. The act of embroidering, in fact, historically seen as a traditional female practice, becomes an object-sign, which in Judith Butler’s view is performative and writes itself on the body, constructing its identity.The new course taken by the #Project Room format makes it possible to get right to the heart of the artist’s creative process: Silvia Giambrone opens this exhibition with a reading of a number of poems and texts, including Emanuel Carnevali’s ‘Some Things’. They are a series of writings in which the artist has found a resonance with her works, which are an expression of the introjection of relationships of power. In this way the public is invited to participate in the artist’s emotional experience.

Silvia Giambrone. Her work has been shown at numerous group exhibitions all over the world, including the FAFF (Fine Art Film Festival), Venice Institute of Contemporary Art, Venice, CA, and Los Angeles, and the FFF (Female Film Festival), Los Angeles and Toronto (2022); Mascarilla 19 – Codes of Domestic Violence presented at the Teatrino di Palazzo Grassi, Venice, and Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Turin, in 2021 and at the MAXXI, Rome, in 2021; Io dico Io, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Rome (2021); Young Italians 1968-2018 at the Italian Institute of Culture, New York, NY (2018); Il corpo è un indumento fragile, curated by Paola Ugolini, Museo del Novecento, Florence (2018); Time Is Out of Joint, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Rome (2017); W. Women in Italian Design, 9th Triennale Design Museum, Milan (2016); and Diversi Muri: An Homage to NOF4, Istituto Svizzero d’Arte Contemporanea, Rome (2014). She has held solo exhibitions at the Fondazione Rossini, Briosco (2018); Italienisches Kultur Institut, Cologne (2015); M.K. Čiurlionis National Art Museum, Kaunas, Lithuania (2015); and the Museo MAR, Ravenna (2013). In 2022 she won the Best Performance Art Award at the FAFF (Fine Art Film Festival), Venice Institute of Contemporary Art, Venice, CA, and Los Angeles; Best Cinematography Award, FFFF (Feedback Female Film Festival), Los Angeles and Toronto. In 2019 she received the prestigious VAF Foundation Award by the German VAF Stiftung, given to Italian artists aged under 40. In 2021 she collaborated with the Dior A/W 2021-22 collection, creating the exclusive installation ‘Hall of Shadows’ at the Palace of Versailles.

Fondazione Nicola Del Roscio
Via Francesco Crispi 18, Roma
+39 06-89168819, roma@fondazionenicoladelroscio.it, fondazionenicoladelroscio.it
Orari: 11.00 – 18.00 / martedì – venerdì. Chiuso sabato, domenica e lunedì
Ingresso libero