Stefano Canto. Carie

Stefano Canto. Carie

Matèria, Roma

A cura di Giuliana Benassi

Matèria, galleria nata nel 2015, apre la nuova sede in via dei Latini 27 a Roma, con una mostra personale di Stefano Canto visitabile a partire dal 13 febbraio 2021.
In un periodo di ripensamento delle formule abituali della fruizione dell’arte, Matèria amplia i suoi spazi per guardare al futuro e all’evoluzione del suo ruolo, sia a livello locale che internazionale.
Questo cambiamento rappresenta una svolta significativa, frutto di cinque anni di attività che hanno visto tutti gli artisti rappresentati cimentarsi con una personale in galleria. Un ciclo iniziale che ha dato vita a numerosi progetti con artisti, curatori, realtà italiane e internazionali, preparando un terreno fertile per la crescita della galleria.

Continua così il percorso iniziato in via Tiburtina 149: essenziale resta la creazione di un gruppo di artisti con i quali lavorare a un progetto comune, mettendo al centro il loro supporto culturale, economico e progettuale. «Lo stato di crisi ci mette davanti a scelte forzate – dichiara Niccolò Fano fondatore e direttore di Matèria – che una volta intraprese marcano fortemente l’andamento e il futuro di una galleria; il passo che facciamo oggi definisce in maniera radicale il nostro futuro. Cambiare spazio e cogliere un’opportunità in questo mare in tempesta ci permette di formalizzare una rinnovata linea di pensiero e d’azione, che punta fortemente sulla città, senza tralasciare una selezione di collaborazioni nazionali e internazionali che intendiamo costruire e consolidare nei prossimi anni».

Gli spazi della nuova galleria aprono al pubblico con Carie, mostra personale di Stefano Canto (Roma, 1974), a cura di Giuliana Benassi. Canto presenta un nuovo corpus di opere, frutto di una ricerca iniziata nel 2009, che riflette la spina dorsale del suo intero processo artistico. Il titolo della mostra è preso in prestito dal vocabolario della botanica e fa riferimento alla decomposizione di tessuti vegetali dovuta all’azione di parassiti fungini, detti appunto “carie”.

L’artista ha concepito tutte le opere a partire da tronchi e pezzi di corteccia di alberi raccolti sul ciglio della città, tutti deperiti e svuotati al loro interno a causa del lavorio di putrefazione dovuto alle carie lignee. Ed è proprio da questo vuoto che nasce il processo scultoreo dell’artista, dall’avvicinamento alle masse arboree deteriorate, dall’azione di rigenerazione attraverso innesti cementizi, dal riempimento delle cavità con costruzioni architettoniche. Laddove c’è assenza, l’artista impone una presenza costruttiva.
La vitalità del vuoto trionfa, la sua immanente presenza scultorea invade la galleria accompagnando il visitatore in un bosco di opere che ridisegna architettonicamente gli spazi espositivi come una grande installazione site-specific. Come nota Giuliana Benassi: «lo spazio espositivo sembra trasformarsi in un paesaggio, un paesaggio non idilliaco, ma cadenzato dalla costante parresia dialogica tra natura e architettura, dove l’una prende ispirazione dall’altra e viceversa».

Dopo la pubblicazione che ha accompagnato la mostra del 2019 Sotto l’influenza del Fiume. Sedimento, si rinnova la collaborazione tra Stefano Canto e Fiorenza Pinna, designer e curatrice, con un nuovo volume realizzato in occasione di Carie, da cui prende il titolo. Il libro si colloca all’interno di un progetto editoriale che prevede la collaborazione a lungo termine tra Pinna e Canto, volta a esaminare e documentare il processo dell’artista durante l’arco di tre mostre personali in galleria.


Matèria – founded in 2015 – opens its new headquarters in via dei Latini 27 in Rome, with a solo show by Stefano Canto set to open on the 13th of February 2021.
In a period where our habitual forms of engagement with art are being reexamined, Matèria expands its gallery spaces to welcome the future and the evolution of its role, both locally and internationally.
This transition represents a significant turning point, the result of five years of activity that have seen all the gallery’s represented artists try their hand at a solo show. This initial cycle has given life to numerous projects involving artists, curators, Italian and international organisations, thus laying the groundwork for the development of the gallery.

The approach introduced and developed in Via Tiburtina 149 remains key; with the core of the overall project centered on the formation of a group of artists with whom to trace a long-term trajectory by focusing on project development through cultural and economic support. “The state of crisis puts us in front of forced choices – says Niccolò Fano, founder and director of Matèria – that once undertaken, strongly mark the progress and future of a gallery; the step we take today radically defines our future. Changing space and seizing an opportunity in a time of heightened turbulence allows us to formalise a renewed line of thought and action – one strongly focused on the city – without neglecting a selection of national and international collaborations that we intend to build and consolidate in the coming years”.

The gallery’s new space opens to the public with Carie, a solo exhibition by Stefano Canto (Rome, 1974), curated by Giuliana Benassi. Canto presents a new body of work, the result of a research process begun in 2009, which embodies the backbone of his entire artistic practice. The title of the exhibition is borrowed from the botanical vocabulary and refers to the decomposition of plant tissues due to the action of fungal parasites, called “Carie”. The artist finds his starting point for his exhibited works from tree trunks and pieces of bark collected on the edge of the city roads. What is salvaged has decayed and hollowed out due to the rotting process procured by wood parasites – carie lignee.

It’s precisely from this void and hollowness that the artist’s sculptural process is developed; tying the deteriorated tree mass to a regeneration process enabled by the application of cement grafts and by filling the cavities with stark architectural formations. Where there is absence, the artist imposes a constructive presence.
The vitality of the void triumphs, its immanent sculptural presence invades the gallery accompanying the visitor into a forest of works that architecturally redesigns the gallery as a large scale site-specific installation. As Giuliana Benassi notes: “the exhibition space seems to transform itself into a landscape, a landscape that is not idyllic, but punctuated by the constant dialogic parrhesia between nature and architecture, where one takes inspiration from the other and vice versa”.

After the publication that accompanied the 2019 exhibition Sotto l’influenza del Fiume. Sedimento, the collaboration between Stefano Canto designer/curator Fiorenza Pinna is renewed with a new volume created for Carie, from which it takes its title. The publication is part of an editorial project that provides for the long-term collaboration between Pinna and Canto, aimed at examining and documenting the artist’s process during the span of three solo exhibitions in the gallery.

Matèria
Via dei Latini 27, Roma
+39 3318336692, contact@materiagallery.com, www.materiagallery.com
Orari: dal martedì al sabato 11.00 – 19.00
Ingresso gratuito