Tony Cragg, Blood Sugar, 1992, Glass, Photo credit Michael Richter

Tony Cragg. Silicon Dioxide

Museo del Vetro, Murano

Una quarantina di opere, alcune totalmente inedite, compongono SILICON DIOXIDE, la nuova personale di TONY CRAGG in programma al Museo del Vetro di Murano (VE) dal 3 dicembre 2021 al 13 marzo 2022.

Il quadro offerto dalla selezione di sculture in mostra riproduce con fedeltà la visione artistica di Cragg e la sua capacità, unica, di comunicare attraverso il vetro, materiale del quale ha sempre saputo valorizzare le geometrie intrinseche.
L’allestimento ripercorre, infatti, le tappe più significative del percorso dell’artista inglese, a partire dagli assemblages, storici lavori di grandi dimensioni dove vengono accostati e sovrapposti piccoli gruppi di oggetti.
È da qui, dai suoi famosissimi accumuli, che, già negli anni ’80, Cragg definisce la sua impronta artistica, mettendosi alla prova con diversi materiali, tra cui il vetro, uno dei più affascinanti e complessi da decifrare e trattare.

L’indagine dell’artista, che scaturisce da un’esigenza di esplorazione ontologica della materia e dalla necessità di investigare i rapporti che regolano l’energia dinamica dei materiali, si traduce in lavori che riescono a bilanciare l’equilibrio interiore ed esteriore delle forme. Quelle di Cragg, anche di epoca più recente, sono infatti opere che riflettono sulla complessità della physis, conciliando la totale comprensione della natura organica della realtà con l’accettazione delle sue caratteristiche meno intelligibili.

Non è un caso, quindi, se il vetro diventa uno dei suoi principali elementi di ispirazione: il vetro è il crogiuolo in cui si fondono, rotti e ricomposti, i meccanismi organici e il potenziale libero della forma che si trans-forma, che va al di là di se stessa per diventare altro. E non è un caso, dunque, che questa mostra si chiami proprio Silicon Dioxide, perché è proprio quel diossido di silicio da cui nasce il vetro che contiene in sé non solo una necessaria struttura chimico-organica, ma anche la scintilla creativa della materia pronta ad esprimersi come nuova forma, nuova opera d’arte.

Il vetro è materiale e al tempo stesso materia viva, che si presta negli anni a diverse sperimentazioni, da quelle che lo vedono interagire in modalità mai subalterna con il paesaggio a quelle che lo vedono protagonista di riflessioni più intime.

In questa prospettiva assumono un particolare rilievo le sculture che Cragg comincia a produrre a partire dal 2009, quando inizia a collaborare con Berengo Studio a Murano. In una sorprendente evoluzione rispetto ai grandi assemblaggi degli anni ‘90, le sculture in vetro soffiato hanno permesso a Cragg di accedere a una nuova dimensione della materia. Non più vincolato alle tradizionali forme ritrovate di bottiglie e altri oggetti classici, in questi lavori più recenti ha potuto esplorare le possibilità di manipolazione della materia allo stato fuso. Questa duttilità lo ha visto “coreografare” in fornace composizioni elaborate e originali, che sono emerse organicamente, e dalla sua mente sono scivolate tra le mani dei maestri per essere plasmate in una nuova presenza fisica, quella che resiste alla stasi della scultura e arriva invece a catturare il movimento e l’energia di un singolo momento.

Museo del Vetro
Fondamenta Giustinian 8, Murano
+39 041 2434914, museo.vetro@fmcvenezia.it, museovetro.visitmuve.it
Orari: dal giovedì alla domenica 11:00-17:00
Ingresso compreso con biglietto del Museo del Vetro, 10 euro. Gratuito per residenti a Venezia

Tony Cragg, Blood Sugar, 1992, Glass, Photo credit Michael Richter